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Ponente in piazza contro i cassoni della diga: sabato presidio a Pegli

‘Una nuova servitù per il Ponente’. Con questo manifesto viene annunciato un presidio pubblico contro il progetto dei cassoni al sesto modulo del porto container di Pra’: l’appuntamento è per sabato mattina dalle 10 alle 12 in largo Calasetta a Pegli, su organizzazione dei comitati che si oppongono a questa prospettiva altamente impattante per le delegazioni del Ponente.

Dopo l’acceso scontro in Consiglio Municipale al VII Ponente, alla presenza sia del sindaco di Genova, Marco Bucci, che del presidente di Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, ecco la prima iniziativa di risposta da parte di Pegli Bene Comune, Lido di Pegli, Noi di Pra’, Palmaro e Multedo.

La cittadinanza è ancora poco informata rispetto a questo progetto ed ecco che, secondo i comitati, si rende necessaria una più dettagliata comunicazione alla cittadinanza. Secondo Autorità di Sistema Portuale, “per tener conto delle richieste dei residenti è stata data indicazione all’appaltatore di ridurre di ulteriori venti unità il numero dei cassoni, per complessivi 39 su 97. Le dimensioni di questi cassoni sono 66 metri di lunghezza, 30 di larghezza e 33 di altezza. La prefabbricazione dei cassoni avrà inizio nella primavera 2024 e durerà 2 anni”.

Ieri sul tema è tornato anche il presidente del Municipio VII Ponente, Guido Barbazza: “In relazione alla decisione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale di realizzare un cantiere per la costruzione dei cassoni per la nuova diga di Sampierdarena presso il Bacino Portuale di Pra’, e con riferimento all’ordine del giorno presentato dalla maggioranza consiliare del Municipio e approvato il 23 gennaio, in rappresentanza del Municipio ho provveduto a rinnovare formalmente la richiesta di valutare ulteriormente la possibilità di realizzare la totalità dei cassoni nell’altro sito selezionato, posto fuori Genova, evitando di procedere con la soluzione prospettata presso il Bacino Portuale di Pra’. Ho inoltre invitato Autorità Portuale a presentare pubblicamente le modalità operative del prospettato cantiere e gli accorgimenti previsti per evitare emissioni sonore e di polveri in atmosfera, a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini locali. A nome del Municipio ho chiesto che, nel frattempo, e fino a chiarimenti ed intese avvenute, non si proceda con alcuna operazione relativa al cantiere cassoni al Bacino Portuale di Pra’”.

Parole che, secondo l’opposizione, suonano come una resa, tant’è vero che l’ex presidente del VII Ponente, Claudio Chiarotti, oggi consigliere municipale del Partito Democratico, attacca: “Sarebbe importante che il Municipio tenesse una posizione ferma sulla contrarietà, non come quel documento farsa che avete votato in Municipio. Forse, caro presidente, non ha capito che la nostra comunità non ha nessuna voglia di partecipare a incontri pubblici dove qualcuno viene a spiegare le operazioni di cantierizzazione semplicemente perché la nostra comunità non vuole questa servitù. Mi sembra di capire che questa cosa non le sia ancora chiara. E quando dice che ‘nessuna operazione deve essere effettuata prima di ogni spiegazione’, ci prende pure in giro: prima di un anno non succederà comunque nulla. Invece di sprecare tempo a cercare di pulirsi la coscienza, usiamo tutti insieme questo tempo per fermare davvero questa follia e si schieri dalla parte dei suoi cittadini senza se e senza ma”.

Cassoni da una parte e cantieri per la Gronda dall’altra. Perché la morsa che rischia di bloccare il Ponente per lunghissimo tempo è duplice: oggi se n’è parlato in Consiglio Comunale a Palazzo Tursi, a seguito dell’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere della Lista RossoVerde, Filippo Bruzzone: “Chiedo di conoscere quali sono, nel dettaglio, le aree di cantiere e come verranno allestite”.

A rispondere a Bruzzone è stato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Pietro Piciocchi: “Fin da quando venne predisposto il progetto definitivo ed esecutivo, in attesa della sottoscrizione da parte del Ministero, sono state individuate le aree e sono divise in due grandi tipologie: quelle degli espropri definitivi perché destinate a ospitare i piloni e aree a occupazioni provvisorie per la realizzazione dell’opera di cantiere”.

Secondo Piciocchi, “questo censimento, che di fatto è stato realizzato ai tempi dell’amministrazione Doria, ha lasciato tendenzialmente le aree invariate: gli espropri sono già stati fatti, il decreto di esproprio è stato fatto, ma per effetto degli accordi fin quando non serviranno, resteranno nella disponibilità del soggetto possessore. In questi giorni ne stiamo discutendo con Autostrade perché sembra che l’opera partirà, quindi c’è necessità di aggiornare. L’area del mercato dei fiori, per esempio, era destinata a questa destinazione, ma ce la siamo ripresa: c’è margine di discussione entro certi limiti, ci sono esigenze tecniche”.

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