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Sampierdarena, nell'ex capannone Iren di via Spataro solo parcheggi: sparisce l'area verde – Genova 24

Genova. Un parcheggio su due piani per una capienza complessiva di 54 posti auto, di cui 4 per veicoli elettrici e 2 per disabili. È quello che prevede il progetto presentato dal Comune in Municipio Centro Ovest per la riqualificazione dell’ex capannone Iren di via Spataro, di fronte all’impianto Crocera Stadium e alla succursale del liceo Gobetti, una struttura fatiscente, da tempo abbandonata e parzialmente crollata nel 2019. Ma l’operazione, finanziata con 4,8 milioni di fondi del Pnrr, prevedeva in origine un parco pubblico con locali a destinazione sociale e sportiva, oggi sacrificati per fare spazio alle auto. E i residenti adesso si mobilitano per recuperare un’area verde in una zona che ne è completamente priva.

Rispetto alla versione iniziale, il progetto di Tursi prevede la demolizione integrale della palazzina uffici e la trasformazione del capannone in un’autorimessa. “In questo modo si risolverebbe l’annoso problema dei parcheggi – spiega Michele Colnaghi, presidente del Municipio -. Da anni è in vigore una zona a sosta limitata che i gestori delle piscine vorrebbero che fosse cancellata. L’intenzione è quella di riservare il piano inferiore ai clienti dell’impianto sportivo, mentre quello superiore rimarrebbe ai residenti“. Nell’area perimetrale esterna, lasciata libera dall’edificio da abbattere, sarà installata un’aiuola con arredi urbani e potranno essere ricavati ulteriori parcheggi per auto e moto.

Generico febbraio 2023

Il nuovo progetto presentato in Municipio

Ma il piano strategico di rigenerazione di Sampierdarena e Bassa Valpolcevera, presentato dal Comune lo scorso 27 aprile, immaginava il recupero della palazzina per “spazi sociali e ricreativi” e un solo piano di parcheggi, destinando la copertura a giardino pensile. “Per noi è comunque un intervento positivo perché la bonifica non era rimandabile – premette Silvio Traverso, rappresentante dei residenti di via Spataro che a breve si costituiranno in comitato – ma ci rammarichiamo per non essere stati consultati rispetto alle effettive esigenze del quartiere né informati della scelta dell’amministrazione di abbandonare le idee contenute nel progetto originale, che avrebbe avuto ben altra valenza sociale, in cambio di un modesto aumento dei parcheggi in zona, appena 24 posti, considerato che si perderebbero gli stalli a lisca di pesce lungo il perimetro del capannone”.

Generico febbraio 2023

Il progetto originario del Comune

Dubbi anche sui costi del progetto, inizialmente stimati in 4,2 milioni e poi saliti a 4,8 milioni di cui “circa 2 milioni destinati a far fronte a non meglio specificati oneri vari, non legati né ai costi di bonifica e né a quelli di costruzione”, fa notare Traverso, presente due settimane fa in commissione municipale. Il cantiere, inoltre, andrà aperto entro l’estate e i lavori dovranno essere portati a termine entro 18 mesi, pena la decadenza del finanziamento europeo.

Dagli abitanti arriva dunque una controproposta: realizzare un secondo piano di parcheggi “a metà”, per non ostacolare la visuale dalle finestre del palazzo adiacente, e realizzare invece un’area verde al posto della piastra di via Grossi, oggi occupata dalle auto in sosta. “Questa soluzione – spiega Traverso – consentirebbe di aumentare di oltre il 40% il saldo netto dei posti auto creati e ottenere uno spazio verde a beneficio della comunità di quartiere, dai bambini ai residenti più anziani, che compenserebbe la perdita del giardino pensile e della ristrutturazione della palazzina uffici. Già oggi la piazza di via Grossi è ingraziosita da rigogliose aiuole curate da un gruppo di volontari, ma purtroppo è interamente destinata a zona parcheggio”.

Generico febbraio 2023

Il progetto alternativo presentato dai residenti

La proposta alternativa è stata inoltrata al Comune, col supporto bipartisan del capogruppo della Lega Andrea Ferrari. “Vedremo che cosa ci risponderanno – commenta il presidente Colnaghi – anche se sarà difficile ottenere una modifica, sia per il problema dei costi sia perché i tecnici hanno già sollevato obiezioni sull’altezza che non può essere superata. Teniamo conto che la riqualificazione di quell’area è già una conquista enorme: personalmente sono andato fino a Torino per farla inserire tra i progetti finanziati dal Pnrr”.

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