renato,-infermiere:-“dopo-la-magistrale-andro-a-lavorare-in-inghilterra,-mi-hanno-offerto-un-ruolo-dirigenziale-e-10000-euro-al-mese”.

Renato, Infermiere: “dopo la Magistrale andrò a lavorare in Inghilterra, mi hanno offerto un ruolo dirigenziale e 10.000 euro al mese”.

Ci scrive Renato, contento per la proposta di lavoro, ma rammaricato di dover lasciare l’Italia: “per noi futuri laureati Magistrali qui non c’è speranza, vado in Inghilterra a fare il dirigente”.

Carissimo Direttore,

sono Renato P. e sono un Infermiere di 36 anni con un sogno nel cassetto: fare il Dirigente nel mio Paese. Purtroppo, ne sono convinto, questo sogno non si potrà realizzare e mi dovrò accontentare di trasferirmi all’estero per fare il Manager in una nota azienda a Londra.

Dall’Inghilterra, dopo aver pubblicato un mio studio in inglese sul Wound Care e sul Management delle lesioni cutanei con approcci assistenziali avanzati, mi hanno offerto un ruolo dirigenziale in una clinica privata e con uno stipendio da sogno: 10.000 euro al mese per 13 mensilità (circa 9000 sterline nette mensili). Oltre ad un ruolo di prestigio ai vertici aziendali.

Quando ho iniziato la Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche in Italia pensavo avessi fatto Bingo, in realtà mi sono ritrovato in una “bolgia” disorganizzata: l’Università non ha un vero piano didattico, il 99% dei docenti è fatto da Medici, Biologi, Giuristi e addirittura di Tecnici Sanitari di altre discipline, non ci sono veri e propri libri di testo e si continua a non parlare di management infermieristico, prediligendo quello medico. Insomma una vera delusione, ora capisco perché tanti Dirigenti Infermieri non sono all’altezza di questo ruolo e perché non riescono ad emergere in mancanza di basi solide formative.

Tempo fa lavoravo in Inghilterra, sono tornato in Italia dopo aver vinto un concorso pubblico. Ho iniziato a fare l’Infermiere in una grossa azienda in Veneto. Non è stato il massimo questo mio ritorno, quasi un pugno in faccia. Rispetto all’Inghilterra siamo indietro anni luce dal punto di vista professionale e tecnico. In terra britannica ci lodano per la nostra preparazione. Il problema è che nel nostro Paese continua a scambiarci per OSS o inservienti e che molti colleghi continuano ad essere legati come schiavi alla classe Medica.

Non vi annoio più di tanto, scusatemi per lo sfogo, ma credo che dovremmo riflettere su quale professione infermieristica vogliamo in futuro, se quella impreparata di oggi, che non ha spazi e che non emergerà mai nella dirigenza, o pensare ad una professione del futuro, dove ci siano veri manager, veri leader e veri portatori di novità nel campo dell’assistenza, delle cure e della gestione di strutture complesse. Pensiamoci su.

Renato P., Infermiere

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