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Recensione TV TCL C935: il mini LED che spazza via il blooming

Recensione TV TCL C935: il mini LED che spazza via il blooming

Abbiamo provato l’ultimo top di gamma di TCL, mini LED con retroilluminazione con più di 1000 zone indipendenti dalla resa davvero sorprendente. Ma basta una tecnologia di local dimming da riferimento per farne il miglior TV sul mercato? La risposta nella nostra recensione completa.

di   – 30/01/2023 08:150

Dopo aver recensito l’entry level QLED di TCL è finalmente l’ora di dare un’occhiata all’estremo opposto della gamma. Eccoci dunque alle prese con il modello di punta di TCL, il 65 pollici della serie C93, TV mini LED di pregio basato sul pannello OD5, numero che indica la distanza tra retroilluminazione a LED e il pannello LCD vero e proprio. Il TV integra migliaia di piccolissimi LED, controllati con un numero molto elevato di zone indipendenti, che illuminano un filtro a Quantum Dot arricchendo la luce che a sua volta passa attraverso il pannello a cristalli liquidi. Il risultato è un TV con un color gamut molto ampio, capace di raggiungere livelli molto elevati di brillantezza e allo stesso tempo in grado di offrire neri profondi. Come gli altri modelli della gamma TCL, anche la serie C93 è basata su piattaforma Google TV, è dotata di ingressi HDMI 2.1 con supporto per segnali fino a 144 Hz, supporta tutti i formati HDR e integra un sistema audio firmato Onkyo Dolby Atmos, compatibile anche con audio DTS.

Design sobrio e buone finiture. Convince meno il piedistallo

Il design scelto per la serie C93 punta a massimizzare l’impatto della superficie dello schermo, riuscendo a integrare il generoso sistema audio Onkyo senza troppo impattare sulle cornici del TV. Queste sono costituite da un bel profilo metallico con effetto spazzolato, di colore nero, e denotano una buona attenzione ai dettagli. Dal punto di vista costruttivo, specie sul frontale, la lavorazione è precisa sia sulla griglia sotto la cornice inferiore che sui profili intorno allo schermo.

La base e soprattutto il meccanismo di aggancio al televisore sono un po’ meno curati. Il piedistallo offre nella parte visibile lo stesso effetto spazzolato dei profili della cornice e dal punto di vista estetico fa il suo lavoro. Sul retro si aggancia ad un sostegno in plastica, rinforzato con del ferro solo in corrispondenza degli inviti per le viti di fissaggio.

L’installazione, come spesso accade sugli ultimi modelli di televisori visti, richiede di sdraiare a faccia in giù il televisore, operazione chiaramente molto delicata e che richiede attenzione. La parte posteriore della base nasconde dietro uno sportellino in plastica un passaggio per i cavi, con fermi fissati con adesivo che saltano via. Inoltre manca un vano passacavo sul retro del televisore per cui i cavi provenienti dal pannello delle connessioni e quello dell’alimentazione rimangono comunque visibili passando esternamente.

I TV integra un sistema audio a 2.1.2 canali. I canali frontali, stereo, sono alloggiati sotto la griglia frontale in basso. I bassi sono erogati dal vistoso woofer da 30 Watt al centro del pannello posteriore, mentre in alto troviamo i due diffusori aggiuntivi per gli effetti Dolby Atmos. I quattro diffusori hanno tutti una potenza di 15 Watt ciascuno.

HDMI fino a 144 Hz

Gli ingressi sono tutti posizionati sullo stesso pannello all’interno di un vano sulla sinistra del posteriore. La dotazione comprende i canonici quattro ingressi HDMI che sono così suddivisi: due ingressi HDMI 2.1 di cui uno compatibile con segnali 4K fino a 144 Hz e uno fino a 120 Hz, un ingresso HDMI 4K fino a 60 Hz ma con supporto per eARC e ARC, e infine un normale ingresso 4K a 60 Hz. La cosa interessante è che con questa configurazione anche se gli ingressi HDMI 2.1 sono solo due, quanto meno l’uscita eARC è svincolata da questi rendendoli entrambi disponibili anche quando si utilizza una soundbar, cosa non possibile con gli altri televisori dotati di sole due porte HDMI 2.1. 

Gli ingressi HDMI 2.1 sono compatibili con ALLM, VRR e AMD FreeSync Premium. Per essere un top di gamma stupisce un po’ trovare solo una porta USB, di tipo 2.0 per giunta, tanto più che sull’economico C635 una porta USB 3.0 c’era. Per il resto troviamo porta di rete ethernet, uscita digitale ottica SPDIF, uscita mini-jack per le cuffie, ingresso mini-jack video composito/audio stereo e i due terminali di antenna SAT e terrestre. Da segnalare che lo slot per i moduli CAM è a filo dei connettori HDMI 3 e 4, il che potrebbe creare qualche problema di spazio con cavi HDMI dalla guina terminale generosa. Da segnalare la connettività Wi-Fi 6 integrata (802.11ax). Come da tradizione TCL, ricordiamo che anche la serie C93 supporta tutti i formati HDR, quindi HDR10, HLG, Dolby Vision IQ e HDR10+.

Google TV ora anche con AirPlay 2

Dal punto di vista dell’esperienza d’uso ci troviamo di fronte sostanzialmente a tutto quanto avevamo già visto con la più economica serie QLED C63, questo perché la piattaforma software è Google TV e le personalizzazioni sono le medesime.

Ritroviamo dunque l’app TCL Channel che raccoglie canali in streaming gratuiti da Pluto TV e i contenuti di Rakuten TV, e la TCL Home, un pannello di controllo che include la possibilità di controllare da TV altri elettrodomestici connessi del gruppo. Non manca un semplice lettore multimediale per la riproduzione di file da memorie USB o server di rete. Pre-installate troviamo le app dei principali servizi di streaming, ma altre ne possono naturalmente essere scaricate dal Play Store. Quest’anno TCL ha poi aggiunto il supporto ai protocolli Apple AirPlay 2 e HomeKit. Disponibile anche la funzione “multi-vision” che consente di visualizzare contemporaneamente contenuti in mirroring da uno smartphone e da altri sorgenti.

Le regolazioni audio e video sono integrate nei menù standard di Google TV e offrono tutto quanto ci si aspetta oggi giorno. Il TV integra un sensore di luce ambientale che è in grado non solo di regolare l’intensità luminosa massima dell’immagine in funzione della luce presente in sala, ma anche di regolare la temperatura colore dello schermo in accordo con essa. Tutte le funzioni sono attivabili o meno a piacere.

In dotazione troviamo due telecomandi, che sono esattamente gli stessi della serie C63, uno più completo a livello di tasti, l’altro ottimizzato per Google TV e con microfono per i controlli vocali. Si tratta di due telecomandi entrambi costruiti in plastica molto leggera e risultano essere di stampo un po’ troppo economico in abbinamento ad un top di gamma questo.

Migliora la calibrazione di fabbrica

Anche TCL negli ultimi anni ha lavorato molto per migliorare la calibrazione di fabbrica dei suoi televisori. La serie C93 non è dotata di filmmaker mode, ma abbiamo le modalità cinema e IMAX (solo in HDR), quest’ultima sostanzialmente analoga al filmmaker mode. A parte un filtro per la riduzione del rumore e la funzione per la riduzione del motion blur, la modalità cinema non introduce altri miglioramenti delle immagini ed è un buon punto di partenza per chi tiene ai parametri video più corretti. Di default il TV utilizza il sensore di luminosità ambientale per regolare automaticamente l’intensità della retroilluminazione, limitando anche in modo importante la luminosità massima in sala oscurata. Per le nostre prove abbiamo disabilitato la funzione.

Come si può vedere dai nostri grafici realizzati con Calman di Portrait Displays, con le impostazioni out of the box in modalità cinema il TV TCL offre una calibrazione molto buona con valori medi di DeltaE inferiori a 3. La variazione principale dal riferimento è sostanzialmente relativa al bilanciamento del bianco, leggermente più freddo sulle alte luci.

Il TV TCL offre sulla carta regolazioni complete, ma alla prova dei fatti la regolazione del bilanciamento del bianco a 20 step della scala di grigio non è molto affidabile, dando risultati inconsistenti. Ci vengono comunque in aiuto la regolazione a due punti e il CMS che permettono di migliorare ulteriormente la calibrazione di fabbrica. Permane uno scostamento dal riferimento dal bilanciamento del bianco su alcuni step della scala di grigi che non siamo riusciti ad eliminare con i controlli a disposizione, ma con valori di errore davvero minimi che possiamo trascurare visto che non stiamo parlando di un monitor professionale ma un televisore.

Oltre 2000 cd/m2 di picco, fino a che non si stanca

In HDR la modalità di riferimento è sicuramente quella denominata IMAX che fa le veci del più comune filmmaker mode. Con segnali in formato HDR10 il TV segue abbastanza bene la curva PQ, con una lieve chiusura sui livelli più bassi della scala di grigio e un roll-off piuttosto netto al raggiungimento della luminanza di picco, che si attesta su circa 1380 cd/m2 con una finestra pari al 10% della superficie dello schermo.

Con questo livello di luminosità il tone mapping diventa meno importante, come testimoniato dal nostro grafico in cui si può notare come il livello di errore non cambi in modo consistente andando a considerare o meno lo scostamento dal riferimento in termini di luminanza. Allo stesso tempo in modalità HDR la calibrazione non è eccellente, con valori di DeltaE ITP comunque superiori a 3 per i toni del color checker.

Tornando alla luminosità di picco, il TV è effettivamente in grado di raggiungere e superare le 2000 cd/m2 di luminanza, ma su finestre comprese tra il 2 e il 5%, con punte di oltre 2300 cd/m2. Nel corso dei nostri test abbiano notato però che dopo diversi minuti di visione di contenuti HDR, il TV tende a “sedersi” riducendo la luminosità massima. Non sappiamo se si tratti di una questione di riscaldamento del pannello o di baco software, ma ripetendo le misure dopo un paio d’ore di utilizzo, la luminanza massima si attesta intorno alle 1200 cd/m2 fino a finestre del 10%. A pieno schermo, invece, la luminanza di picco è di circa 680 cd/m2. La potenza della retroilluminazione miniLED consente infine al TV di esprimere un volume colore molto ampio, pari a circa il 93% del volume DCI-P3 di uno schermo ideale di pari luminanza di picco. La copertura non è totale non tanto perché il pannello non riesca a offrire colori saturi sufficientemente brillanti, ma per via di un leggero scostamento dal riferimento soprattutto dei primari del verde e del blu, che porta il volume colore del TV TCL a non sovrapporsi perfettamente con quello del riferimento.

Un nuovo riferimento per il local dimming

Senza girarci troppo intorno, dal punto di vista del funzionamento della retroilluminazione dinamica il 65 pollici della Serie C93 di TCL ci ha davvero sorpresi, in positivo. Solo la scorsa settimana accoglievamo quanto visto con il Samsung QN90B come lo stato dell’arte della tecnologia LCD e invece TCL è riuscita a fare ancora di meglio. Va detto che la serie C93 può contare su molte più zone indipendenti di local dimming, ben 1080 nel caso del 65 pollici (il QN90B di Samsung di pari taglio di zone ne ha 720), che danno molta più granularità alla retroilluminazione miniLED implementata da TCL, che il produttore ha definito OD5, dove il 5 indica i millimetri tra LED e pannello LCD. TCL ha anche ridotto la latenza nel controllo dei miniLED e ha portato il controllo dell’intensità luminosa a 16 bit. Tutti questi accorgimenti hanno prodotto un risultato straordinario: il nero è infatti sempre profondissimo, in tutte le situazioni e sì, anche nella riproduzione di contenuti HDR, e senza che il blooming diventi visibile. Abbiamo riprodotto tutte le classiche scene che usualmente mettono in crisi la retroilluminazione dinamica dei TV LCD e il TV TCL ha sempre risposto egregiamente offrendo neri profondi, luci brillanti e contorni netti su fondo nero privi di aloni.

TCL Serie C93.
Samsung QN90B.
Le fotografie qui proposte sono state elaborate per restituire al meglio la differenza percepibile dal vivo a livello di blooming e non sono indicative della qualità di immagine rispetto agli altri parametri video.

La stessa scena che avevamo utilizzato a titolo esemplificativo nella nostra recensione del Samsung tratta dall’UltraHD Blu-ray di Pan, viene qui riprodotta in modo impeccabile, con le lanterne sullo sfondo che non producono luce spuria con aloni bluastri come accadeva con il QN90B, su un quadro che rimane così perfettamente contrastato e pulito. Restano ancora alcuni limiti.

Ottima a livello di blooming anche la resa con fuochi di artificio, bestia nera di tutti i sistemi di local dimming, mini LED inclusi.

Nelle scene che ritraggono un cielo stellato, come spesso capita nella serie The Expanse in HDR10+ su Amazon Prime Video, si scorge ancora un leggero effetto “luci da albero di natale” che si accendono e si spengono in corrispondenza dei cluster di stelle più luminose – effetto che sparisce quasi del tutto se si lascia attiva il sensore di luce ambientale che riduce l’intensità della retroilluminazione – mentre le stelle meno luminose tendono a venire affogate sul fondale nero. Quello della chiusura di alcune ombre è forse il vero rovescio della medaglia della soluzione di TCL, anche se va detto che si tratta davvero di finezze e sono davvero molte le situazioni in cui la resa è quasi indistinguibile da un OLED dal punto di vista del livello del nero e del rapporto di contrasto.

Grande dinamica, da migliorare il processore video

Rispetto al Neo QLED di Samsung, la serie C93 di TCL come abbiamo visto è leggermente meno luminosa, ma ciò non toglie che la dinamica sia elevatissima, come testimonia la visione di contenuti come Mad Max Fury Road o il corto Sol Levante su Netflix: brillantezza da vendere e colori saturi e luminosissimi anche nelle scene e condizioni più estreme. Da questo specifico punto di vista, la tecnologia mini LED ha ancora un vantaggio rispetto ai televisori OLED, è indubbio, specie quando si tratta di riprodurre fiammate o cieli ampi e luminosi. Nonostante la grande dinamica offerta dal mini LED, manca quella tridimensionalità data dal micro contrasto che l’OLED riesce a restituire con i suoi pixel autoemissivi, mentre nelle scene non troppo scure né troppo luminose l’immagine ha quella pasta un po’ velata tipica degli schermi LCD. Anche il motion blur dato dal tempo di risposta dei cristalli liquidi nelle scene più concitate, nonostante i meccanismi di mitigazione a disposizione, si fa notare, contribuendo a restituire un quadro un po’ impastato e poco incisivo. L’impostazione per la riduzione del blur è efficace nel migliorare il dettaglio in movimento, ma un leggero effetto scia è comunque percepibile.

Il videoprocessing non ci è parso invece all’altezza della situazione. Abbiamo già menzionato ad esempio ai controlli video, completi ma non affidabilissimi, ma a ciò si aggiungono una serie di piccole imperfezioni qua e là che suggeriscono che sul software e sull’integrazione con il processore video TCL abbia ancora ampi margini di miglioramento. Il tone mapping dinamico offre lo stesso comportamento visto sulla serie C635, che tende a discostarsi troppo dall’intento creativo originale, con effetti poco gradevoli soprattutto sugli incarnati e per fortuna può essere disattivato da menù. Durante la visione di contenuti in HDR e 4K da servizi di streaming o persino da sorgenti esterne, a volte, l’apertura dei menù a schermo comporta dei rallentamenti di sistema visibili come skip di frame e soprattutto l’insorgere a volte di interruzioni audio seguite da jitter eliminabile chiudendo l’app o riavviando il TV. Finché poi si visualizzano contenuti in risoluzione nativa 4K il quadro è dettagliato e spettacolare, ma l’upscaling di contenuti anche full HD non è particolarmente raffinato e anche se non introduce vistosi effetti di alias, l’elaborazione video tende a mettere in troppa evidenza gli artefatti di compressione, portando a galla effetti di blocking e rumore video. Inoltre c’è una decisa mancanza di micro dettaglio in upscaling. Da questo punto di vista siamo ancora al di sotto di quanto offerto su questa fascia di prezzo da produttori come LG, Samsung o Sony.

Per quanto riguarda il sistema audio firmato Onkyo, da un lato possiamo certamente apprezzare la capacità di spingersi abbastanza in basso in termini di risposta frequenza e il contributo dei due diffusori posizionati nella parte alta, che contribuiscono in modo determinante con le tracce Dolby Atmos a creare una maggiore spazialità del suono, valicando agevolmente i confini dello schermo. Con le tracce con audio multicanale la scena sonora diventa molto ampia e anche se non possiamo parlare di un suono effettivamente avvolgente, la sensazione di profondità c’è. La risposta audio non ci ha convinti però del tutto soprattutto in termini di equilibrio timbrico. La gamma media in particolare sembra presentare dei buchi con il risultato di un suono a volte sbilanciato sul registro medio/alto, con bassi sì profondi e corposi ma un po’ slegati dal resto. Il TV offre diversi preset che offrono varie equalizzazioni del suono, ma nessuno di questi ci è parso ottimale. C’è la spazialità, la pressione sonora è adeguata alle dimensioni dello schermo, ma quello che manca è un po’ di equilibrio. 

TCL 65C935

TCL 65C935

prezzo di listino 1.899,00 €

Un nuovo riferimento per il local dimming, ma bisogna lavorare sul software

Davvero difficile assegnare un voto alla qualità della serie C93 di TCL. Da un lato va sicuramente premiata l’implementazione della tecnologia mini LED da parte di TCL, che finalmente realizza la promessa di un local dimming efficace capace di offrire neri perfetti e blooming praticamente inesistente tranne che in rare e particolari situazioni. D’altro canto non possiamo annoverare alcuni difetti, come un video processing a nostro avviso non all’altezza di un top di gamma come questo e soprattutto un software che ancora presenta bug come, nel caso di questo modello, problemi sull’audio quando si interagisce con i menù durante la riproduzione di contenuti 4K o controlli video non affidabili che a volte portano a risultati imprevedibili durante le regolazioni. Discreta la resa audio del sistema integrato, capace di bassi profondi, ma con una risposta in frequenza non del tutto equilibrata. In conclusione, il top di gamma di TCL rappresenta sicuramente un grande passo in avanti per il colosso cinese, ma in quello che è il girone di serie A dei televisori contano anche e soprattutto i dettagli e qui TCL ancora un po’ di lavoro da fare.

  • 8.3

  • 8

  • 9

  • 8

  • 8

  • 9

  • 8

Cosa ci piace

Local dimming eccellente

Supporto per tutti i formati HDR

Pannello luminoso e dall’ampio volume colore

Cosa non ci piace

Video processing migliorabile

Ancora qualche bug da eliminare

Controlli video poco efficaci

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