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PNRR in alto mare. Allo studio del MEF organizzazione PA e garanzie imprese

Il PNRR è ancora in alto mare: uno studio Ambrosetti stima che solo il 6% dei finanziamenti è stato speso e solamente l’1% dei progetti è stato completato. Un flop causato dalla burocrazia e dal fatto che il 65% dei progetti passa dai Comuni ed il 60% di questi ha meno di 5.000 abitanti ed incontra dunque notevoli difficoltà nella gestione dei progetti. (Su questo stesso tema vedi anche il  report FPA)

A causa die ritardi accumulati, la nuova pianificazione del PNRR prevede uno spostamento in avanti di oltre 20 miliardi di spese originariamente previste per il triennio 2020-22.  Una situazione che il governo Meloni conta di risolvere, da un lato con la rinegoziazione del PNRR, dall’altro con provvedimenti volti a snellire le procedure e rendere più agevole la messa a terra dei progetti.

Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a margine del Workshop Ambrosetti, ha anticipato che si sta valutando un provvedimento per migliorare l’organizzazione della Pubblica Amministrazione per velocizzare il PNRR.

Struttura burocratica non adeguata

Giorgetti ha confermato che l’attuazione del PNRR “è la priorità del governo”, ma ha ammesso che è necessario “effettuare un’analisi che consenta di avere un quadro preciso sulla realizzabilità complessiva degli interventi previsti per migliorare, quanto possibile, gli aspetti più problematici e nel caso rivedere i piani iniziali”. Vedi il recente allarme lanciato da Fitto.

Parlando delle cause dei ritardi, il titolare dell’Economia ha parlato dello “stress a cui abbiamo sottoposto la struttura burocratica della pubblica amministrazione che probabilmente non era e non è all’altezza di sostenere questo tipo di choc di domanda”.

Governo al lavoro sul tema garanzie

Il MEF – ha aggiunto Giorgetti – sta studiando anche il tema delle garanzie da condividere anche con l’Europa, per migliorare il sistema che permette alle imprese, soprattutto quelle che affrontano grandi progetti infrastrutturali, di avere un sistema più ‘friendly’ e di poter partire con il cantiere”

“E’ importante fare in modo che, a fronte di una domanda forte per infrastrutture pubbliche, ci sia la capacità da parte di un sistema di imprese solido di intercettarla e realizzarla in tempi rapidi“, ha detto ministro, aggiungendo che “potrebbe essere opportuno ragionare su strumenti che consentano di andare incontro alle esigenze delle imprese già coinvolte nella realizzazione dei bandi assegnati per avviarne l’esecuzione”.

Economia in miglioramento ma…

Il numero uno dell’Economia ha parlato anche delle previsioni di crescita per il 2023, affermando “sono in miglioramento, ci aspettiamo variazioni congiunturali positive del PIL nella prima metà dell’anno, che ci porteranno a rivedere leggermente verso alto l’obiettivo di crescita per il 2023 precedentemente indicato allo 0,6%“.

Giorgetti ha anche affermato che “combattere l’inflazione con la politica monetaria non basta e la recessione non può essere il prezzo da pagare per domare l’inflazione”, ha detto Giorgetti, riconoscendo che “non può non preoccupare la dinamica del carrello della spesa, prodotti alimentari in primis”.

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