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Maurizio Costanzo si espone: “Messina Denaro era protetto da mezza Sicilia”

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Nelle ultime ore la notizia dell’arresto del boss mafioso Matteo Messina Denaro ha stravolto l’Italia. Anche Maurizio Costanzo ha detto la sua su questo caso.

Maurizio Costanzo si espone: “Messina Denaro era protetto da mezza Sicilia”

A Fanpage.it Maurizio Costanzo ha commentato l’arresto del boss Messina Denaro:

L’arresto di Matteo Messina Denaro l’ho appreso dal telegiornale e sono saltato dalla poltrona, pensavo non sarebbe mai potuto accadere. È la dimostrazione che il lavoro costante delle forze dell’ordine può portare ad arrestare un ricercato numero uno come lui.

Il conduttore Mediaset durante un’intervista realizzata da Sandro Ruotolo per Fanpage.it sul possibile coinvolgimento dello Stato commenta:

Non lo so, lo Stato lo ha arrestato, meno male che è successo. Pensiamo a quanti mascalzoni non vengono arrestati, quindi bene così.

Ha poi commentato anche l’intervento di Rita Dalla Chiesa:

Penso che l’abbia coperto mezza Sicilia, adesso il ‘divertimento’ degli inquirenti sarà di andare a scovare tutti quelli che lo hanno protetto in questi anni.  L’intervento di Rita Dalla Chiesa è fondamentale proprio oggi, nel giorno in cui Rai 1 manderà in onda la fiction su suo padre interpretato da Sergio Castellitto (Il generale Dalla Chiesa, ndr), è una bellissima coincidenza.

Maurizio Costanzo commenta l’arresto del boss super latitante

Maurizio Costanzo si espone: “Messina Denaro era protetto da mezza Sicilia”
Poi Maurizio Costanzo racconta dell’attentato subito in Via Fauro del 14 maggio 1993, durante il quale fu coinvolta anche la moglie Maria De Filippi:

I magistrati mi dissero che lui mi raggiunse al Parioli per un sopralluogo, per capire se e come sarebbe stato possibile fare l’attentato fuori il teatro. Il Parioli era un luogo pubblico, non potevo controllare spettatore per spettatore. Avevo scelto di fare un lavoro pubblico e quindi in quel caso ne pagavo le conseguenze.

Una vita che cambiò per sempre, ma che il giornalista non rinnega. Tutti devono contribuire alla lotta alla mafia, spiega:

l’essere sotto scorta da trent’anni. Una privazione di libertà notevole, pensi che per andare in Sicilia per una testimonianza hanno bonificato tutti i ponti dove sono passato. Situazione pesante da vivere. Io il conto l’ho pagato, ho fatto le puntate contro la mafia. La mafia si è difesa, guardie e ladri. Penso che un giornalista debba fare quello che ho fatto io.

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