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La Sampdoria Primavera vince (1-0) a Firenze con un goal di Cecchini Muller – Genova 24

Sesto Fiorentino. Che sia cambiata la musica? Beh, sì, per la Primavera di Felice Tufano, sì, visto che oggi è tornata dalla Toscana, con tre punti importantissimi per la classifica, conquistati contro una Fiorentina, insediata in zone alte della classifica e reduce dalla recente vittoria (contro l’Inter) della Supercoppa Primavera.

Ma partiamo dal tabellino del match giocato al ‘Torrini’ ed affidato alla direzione dell’arbitro Sfira di Pordenone, assistito da Marchese di Pavia e Consonni di Treviglio.

Mister Aquilani ha schierato i viola con questo 4-3-3: Martinelli; Romani (83° Harder), Biagetti, Krastev, Kayode; Vitolo (67° Presta), Falconi (83° Nardi), Berti, Distefano, Sene (59° Toci), Capasso (67° Vigiani), lasciando in panchina: Tognetti, Elia, Baroncelli, Denes, Comuzzo, Spaggiari.

Mentre mister Tufano, ha risposto con questo 3-4-1-2: Tantalocchi; Miettinen, Aquino, Migliardi; Porcu, Cecchini, Uberti, Di Mario (93° Savio); Malagrida (61° Conti); Ivanović  (73°  Leonardi), Montevago (93° Pozzato), con a disposizione anche Zorzi, Gentile, Peretti, Pellizzaro, Straccio, Ntanda, Tozaj.

La novità in campo, per il Doria, è stata l’immediata maglia da titolare per Stefano Di Mario, appena prelevato a titolo temporaneo dall’Entella (con cui aveva già esordito in prima squadra), con Tufano che per dargli la possibilità di scorrazzare sulla fascia sinistra, ha rimesso Francesco Migliardi a fare il ‘braccetto’ mancino ed ha spostato sulla destra (a giocare in difesa a piede invertito Samuli  Miettinen). Una scelta che ha premiato il mister, visto che tutti e tre sono stati tra i migliori in campo, in particolare il nuovo arrivato, che ha dimostrato di avere gamba e piedi buoni, arrivando, al 63°, ad impegnare severamente il portiere viola in una difficoltosa parata.

Dicevamo di una buona Sampdoria, tanto che le premesse hanno subito indotto a sperare in un risultato positivo, quando verso il primo quarto d’ora, Mihailo Ivanović ha intuito che una palla messagli in verticale, gli avrebbe consentito di sbucare alle spalle dei difensori… Peccato che la sua violenta conclusione sia stata troppo centrale e quindi ribattuta da Tommaso Martinelli.

Ha fatto ancora peggio, due minuti dopo, Daniele Montevago, bravo ad andare al tiro, sfruttando un errore della difesa avversaria, ma spedendo la sfera alle stelle…

Al che, al 18°, vedendo Tantalocchi impegnato a terra da un tiro dello sgusciante Filippo Distefano (mister Italiano gli ha già fatto assaggiare il calcio dei grandi), ma soprattutto a causa delle occasioni viola del 26° e 38°, non ci si è potuti esimere dal fare un parallelismo con la partita di ieri, della prima squadra ed a incrociare le dita per scaramanzia.

Ci è, infatti, voluto un ottimo Miettinen a disturbare il troppo irruente Sene, al punto di fargli mettere fuori un facile ‘tap in’, dopo un palo colpito da Distefano… ed è stato ancora il finlandese a stoppare, dodici minuti dopo, l’ala Ciro Capasso involatasi verso Elia Tantalocchi.

Il primo tempo doriano, salvo un colpo di testa di Montevago, su cross di Diego Porcu, non ha detto molto, al di là del duello rusticano, fra Luigi Aquino ed il ‘centravanti boa’ Fallou Sene, un ‘fisicaccio’ incredibile, su cui il bulgaro Dimo Nikolaev Krastev (un centrocampista, di 195 cm, imprestato alla difesa) ha appoggiato decine di palle rasoterra, con il senegalese che – spalle alla porta – cercava costantemente di far salire i viola.

E così, un’altra occasione, per il Doria, è arrivata solo al 50°, quando un perfetto lancio di Muller Cecchini, ha visto Martinelli molto sveglio nell’anticipare Montevago.

Al 58°, il combattivo Sene, già in precedenza ammonito, ha commesso altri due falli che avrebbero meritato un secondo giallo (non arrivato) ed allora Aquilani lo ha prontamente sostituito con l’albanese Eljon Toçi, che ha un ‘pedegree’ da titolare con la Primavera viola.

Tufano, al 61°, ha ritenuto tutelare un po’ di più il centrocampo blucerchiato, dando fiato al seppur brillante Lorenzo Malagrida (fresco di un ottimo esordio proprio ieri in Serie A, con tanto di goalannullato, per un fuorigioco di centimetri di Quagliarella) ed immettendo Francesco Conti.

Della grande azione della Samp, che ha portato – al 63° – al tiro Di Mario, abbiamo già detto all’inizio, ma – a testimonianza della crescita dei ragazzi di Tufano – al 69° – Montevago è andato via di prepotenza sulla destra, trainandosi dietro Romani, ma sparando a lato.

Al 73°, sentendo odore dei tre punti, Tufano ha mandato in campo il creativo Simone Leonardi (contando in una sua giocata d’estro) al posto di un Ivanović, che non aveva di certo demeritato.

Il neo entrato non ha messo lo zampino nell’azione del goal, arrivato al 77°, ma la fortuna di solito premia gli audaci, cosicché Porcu è stato rapido a battere un corner corto per Migliardi, il cui tiro teso rasoterra ha trovato una rapace deviazione, in rete, di Cecchini Muller, autore del goal sbanca Firenze, che per il momento (in attesa dei posticipi di domani) pone la Samp al di sopra della zona play out.

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