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La Geo Barents è arrivata nel porto della Spezia, iniziate le operazioni di sbarco (video)

La Geo Barents è arrivata nel porto della Spezia.

La nave della ONG Medici Senza Frontiere che ha soccorso e trasportato 237 persone, tra cui 87 minori, è giunta a Calata Artom dove tra poco inizieranno le operazioni di sbarco.

Due medici della sanità marittima saliranno a bordo della nave ed effettueranno i tamponi anti Covid; valuteranno poi le condizioni di salute delle persone a bordo e daranno il via allo sbarco dalla nave dando priorità a chi ha bisogno di assistenza sanitaria.

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha spiegato: “È arrivata in porto alla Spezia la nave Geo Barents e tutta la macchina dell’accoglienza della Liguria è già in moto per aiutare i migranti che tra poco sbarcheranno. La nostra regione anche in questa occasione sta dimostrando la sua grande solidarietà e ne sono orgoglioso. Fra poco con l’assessore Giampedrone visiteremo personalmente il luogo dello sbarco, dove la nostra Protezione Civile e la nostra sanità sono già a lavoro e li ringrazio. È giusto che ciascuno faccia la propria parte, anche per sgravare i porti del sud Italia. La Liguria non si tirerà indietro”.

Intanto pochi minuti fa sono iniziate le operazioni di sbarco dei migranti a bordo che stanno lasciando la nave della ONG assistiti dal personale sanitario.

La ONG ha violato, durante la navigazione, le nuove norme del governo italiano che prevedono un solo salvataggio in mare: il Decreto, voluto dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi vuole infatti che“il porto di sbarco assegnato dalle competenti autorità sia raggiunto senza ritardo per il completamento dell’intervento di soccorso”. L’imbarcazione ha infatti effettuato tre salvataggi in mare, il primo martedì, quando ha soccorso 69 migranti. Mercoledì altri due soccorsi che portano il totale di 237 persone a bordo di 22 nazionalità. 

Per questo motivo, al momento dell’arrivo al porto di Spezia l’imbarcazione subirà probabilmente un fermo amministrativo e al comandante verrà inflitta una sanzione di 10mila euro e la sospensione dei soccorsi in mare. 

Medici Senza Frontiere ha seguito invece le norme del diritto internazionale marittimo che impone l’obbligo di prestare soccorso in mare in caso di pericolo. “Le autorità italiane sono state avvertite, ma non abbiamo ricevuto al momento nessuna risposta”, ha comunicato la ONG. Il secondo e il terzo soccorso sono infatti stati comunicati al Viminale, che non ha però rilasciato l’autorizzazione a procedere. 

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