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Giornata della Memoria, al Liceo “Leonardo da Vinci” una serie di iniziative per la commemorazione delle vittime dell'Olocausto

Questa mattina, nell’Aula magna del Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, sono state commemorate le vittime dell’Olocausto in occasione della “Giornata della Memoria”, approfondendo il tema dell’eroica resistenza del Ghetto di Varsavia del’43.

L’iniziativa, che si colloca nell’abito delle azioni didattico-educative promosse nell’ambito di Educazione civica, Legalità, è stata organizzata e coordinata dal Dipartimento di Filosofia del Liceo su proposta del prof. Maurizio Panzera, è stata sostenuta dal Dirigente Scolastico Francesco Praticò, convinto che l’approfondimento di temi civili sia l’antidoto per risvegliare le coscienze contro ogni forma di razzismo.

Hanno partecipato gli studenti delle quinte classi, delle sezioni D-E-F-H-P, che sono intervenuti ponendo numerose domande al giornalista Tonino Nocera, socio AISG – Associazione Italiana Studi Giudaismo ed esperto di Ebraismo e cultura ebraica in Calabria

Nocera, nel suo intervento, ha ricordato la figura di Bianca Ripepi: “una reggina che, dopo aver sposato a Rodi Girolamo Sotgiu, salvò, affiliandola, una bimba ebrea, Lina Amato. Fu la stessa Lina a svelare la sua storia permettendo, nel 2015, allo Yad Vashem, Ente Nazionale per la memoria della Shoah, di nominare Bianca e Girolamo Giusti tra le Nazioni“.

L’essenza di questa Giornata è tutta racchiusa nella frase di Primo Levi ‘se comprendere è impossibile, conoscere è necessario’ – ha commentato la professoressa Federica Orsini, coordinatrice del dipartimento di Storia e Filosofia – In un momento storico così critico, scosso dai nuovi scenari di guerra e dalle crisi umanitarie, è doveroso interrogarci sui valori della vita, sul senso della storia e della memoria, sul destino della democrazia. Una data importante per una riflessione personale e collettiva“.

Significative le relazioni della prof.ssa Iaria e della Prof.ssa Capponi, referenti per la Legalità del Liceo: “i Giusti tra le nazioni sono tutti quegli uomini e quelle donne che hanno messo a repentaglio la propria vita per salvare degli innocenti vittime dell’odio del regime nazista e per questo sono ricordate dalla comunità ebraica internazionale – ha detto al prof.ssa Iaria. La prof.ssa Capponi ha sottolineato invece come l’Olocausto e la Shoah siano stati attuati con metodi scientifici, dalla Germania nazista – questo campo è diventato il luogo-simbolo della discriminazione e delle sofferenze di chi è stato internato solo perché ebreo o zingaro o omosessuale o anche, semplicemente, perché si trattava di una persona con idee politiche diverse da quelle di chi era al potere“.

Il professore Panzera, infine, ha ricordato come proprio quest’anno ricorrerà l’ottantesimo della rivolta degli ebrei del ghetto di Varsavia: “la rivolta del ghetto di Varsavia fu la manifestazione tangibile della reazione di uomini e donne, spesso di giovanissima età, nel voler opporre la loro unicità di esseri umani, e di ebrei, contro la forza bruta del dominio nazista”.

L’iniziativa è stata arricchita dall’interpretazione di “Finché avrò voce” di Armando Gasiani, a cura degli studenti Luigi Rovagna, Samuele Rando, Giorgio Tedesco, Michele Ianni Lucio, e dalla lettura di una lettera dal campo di Teresin, di Lorena Ordine, a cura del Laboratorio Teatrale del Liceo, curato dai referenti proff. Carmelo Cutrupi e Mila Lucisano.

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