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Genoa spuntato e compassato, il Parma ne approfitta e passa 2-0

Doveva essere un Genoa dal “DNA feroce” e con tanta voglia di determinare. La prestazione del Grifone a Parma è invece tutto ciò che una squadra decisa a conquistare i tre punti su un campo difficile contro una squadra a caccia di riscatto e nel mirino dei propri tifosi non dovrebbe fare.

Un approccio da “compitino”, senza una vera e propria conclusione verso la porta di  Gigi Buffon da ascrivere nel tabellino a fine gara, costa la prima sconfitta ad Alberto Gilardino da quando siede sulla panchina della Prima Squadra, subendo tanti gol quanti ne aveva dovuto subire dal suo esordio.

La mancanza di Bani, fuori per problemi fisici, si fa sentire nel reparto arretrato ma il vero assente, nonostante l’abbondanza numerica di uomini, è l’attacco, frenato da un giro palla decisamente troppo compassato nella prima frazione e poi confusionario nella ripresa quando Gila prova a cambiare modulo.

Tanta fisicità, molti duelli a centrocampo che bloccano la gara nella prima mezz’ora, tanto che i guanti Buffon si sporcano grazie solamente su un colpo di testa tutt’altro che irresistibile di Coda sul quale l’ex portierone della Nazionale è ben lontano dai tempi d’oro (15′), mentre quelli del dirimpettaio in divisa arancione vengono macchiati in scadenza di tempo su un lampo di Bernabé (44′) e solo dopo il vantaggio dei ducali che arriva con un’imbucata illuminata da Vazquez per Benedyczak che ha vita facile nel pasticcio della difesa genoana (32′).

Un Genoa parso lontano da quello chiesto alla vigilia da mister Gilardino nella prima frazione e poco impegnato a determinare, come dimostrano le poche occasioni in cui la palla arriva nell’area gialloblù, per lo più sui calcio piazzato. Tanto che lo stesso tecnico genoano cerca lo scossa subito a inizio ripresa mandando dentro Jagiello per Matturro e accantonando la difesa a 3 cercando un po’ di vivacità in più nel mezzo.

Una scelta parsa necessaria dopo quarantacinque minuti in cui il Grifone fatica a costruire ma che non premia. La rete infatti arriva dagli undici metri per il Parma con una generosa interpretazione del signor Fourneau di Roma del tocco con una mano di Dragusin che Vazquez, migliore in campo per distacco, non sbaglia (53′).

Il doppio svantaggio punge nell’orgoglio i ragazzi di Gilardino, che mischia in abbondanza le carte stravolgendo completamente volto all’attacco mandando in campo praticamente tutta la batteria di attaccanti a sua disposizione (compreso l’ultimo arrivato Salcedo). Le leggi della matematica però si applicano a puntino a questo Genoa che cambia l’ordine dei fattori senza riuscire a trovare la giusta giocata per arrivare a tirare in porta, e anzi, l’occasione più ghiotta capita nei piedi dell’ex Zanimacchia a cui dice no Martinez (62′).

L’unica buona notizia di una giornata dove anche Criscito sembra accusare qualche fastidio, arriva da Palermo, coi rosanero che battendo la Reggina consentono al Vecchio Balordo di restare secondo in classifica, nel pieno di una zona promozione diretta dove il Frosinone viaggia a ritmi inesorabili e sembra diventato ormai davvero irraggiungibile.

IL TABELLINO

PARMA-GENOA 2-0
Reti: 32′ Benedyczak (P), 53′ rig. Vazquez (P)

Parma (4-2-3-1): Buffon; Delprato (76′ W. Coulibaly), Balogh, Osorio, Ansaldi (76′ Zagaritis); Bernabé, Estevez; Zanimacchia, Vazquez, Mihaila (15′ Sohm); Benedyczak (64′ Bonny).
A disposizione: Chichizola, Corvi; Charpentier, Hainaut, Juric, Circati, Inglese. 
Allenatore: F. Pecchia

GENOA (3-5-2): Martinez; Vogliacco, Dragusin, Matturro (46′ Jagiello); Sabelli, Frendrup, Strootman (78′ Sturaro), Gudmundsson (78′ Salcedo), Criscito; Aramu (61′ Yalcin), Coda (61′ Puscas).
A disposizione: Semper, Agostino; Czyborra, Hefti, Badelj, Boci, Dragus.
Allenatore: A. Gilardino

Arbitro: Fourneau di Roma1

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