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Delfino, pm: killer fidanzate vuole uccidere ancora, non liberatelo. Nel mirino Bruna Biggi

Luca Delfino (foto di repertorio)

Il pm della Procura di Vercelli ha chiesto un aggravamento della misura di sicurezza (la permanenza in una Rems) per Luca Delfino, l’ex barista di Serra Riccò che nel 2007 uccise in pieno centro a Sanremo, con 42 coltellate, la sua ex fidanzata Antonella Multari.

Per quell’omicidio il 45enne è stato condannato a 16 anni e otto mesi di reclusione e dovrebbe finire di scontare la pena tra fine giugno e luglio prossimi.

In questi mesi, però, secondo il pm, avrebbe confessato a un suo compagno di carcere, a Ivrea, di volere uccidere Bruna Biggi.

Si tratta della sorella di Luciana Biggi, anche lei una sua ex fidanzata, di Genova Teglia, trovata sgozzata nel Centro storico genovese nel 2006.

Un “cold case” rimasto impunito, anche se i sospetti si sono sempre concentrati sull’ex barista che in quel caso venne assolto.

Invece, per il suo difensore Riccardo Lamonaca che ottenne la semi infermità di mente e quindi una pena minore rispetto all’ergastolo “non ci sarebbe stata alcuna confidenza o confessione” perché il suo assistito “mai direbbe una cosa del genere, soprattutto a uno sconosciuto”.

I giudici del Tribunale di Sorveglianza si sono quindi riservati di decidere nei prossimi giorni.

I colleghi del Tribunale di Sanremo avevano anche disposto sei anni e mezzo, dopo avere scontato la pena in carcere, di ospedale psichiatrico giudiziario, strutture adesso sostituite con le Rems.

L’udienza per valutare la pericolosità di Delfino è stata fissata il prossimo 16 aprile al Tribunale di Sorveglianza di Massa perché il cosiddetto “killer delle fidanzate” è stato trasferito alla Spezia.

Rosa Tripodi, la mamma di Antonella Multari, aveva chiesto a gran voce l’ergastolo per l’assassino della figlia e aveva riferito con angoscia: “Se uscirà dal carcere ucciderà ancora”.

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