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Decreto carburanti, la novità: se il prezzo sale verrà usata l'Iva per sterilizzare l'aumento

Tra le modifiche introdotte in Consiglio dei ministri, anche la proroga ai bonus benzina di 200 euro fino a fine 2023

Se i prezzi dovessero tornare a salire, potranno essere utilizzati i maggiori introiti derivanti dall’Iva per sterilizzare l’aumento. È questa la novità più rilevante nel decreto sulla trasparenza del prezzo dei carburanti, così modificato dal Consiglio dei ministri di giovedì 12 gennaio. «Si è stabilito», si legge nella nota, «che, in presenza di un aumento eventuale del prezzo del greggio e quindi del relativo incremento dell’Iva in un quadrimestre di riferimento, il maggiore introito incassato in termini di imposta dallo Stato possa essere utilizzato per finanziare riduzioni del prezzo finale alla pompa». Al Tg 5, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto ad alcune domande sul taglio delle accise, che in questi giorni è stato al centro del dibattito. «Nel nostro programma non c’era», dice Meloni, «ma con questo decreto si è deciso che se il prezzo sale oltre una determinata soglia, quello che lo Stato incassa in più di Iva verrà utilizzato per abbassare il prezzo». Novità anche per quanto riguarda i buoni benzina. Nella riunione del Consiglio dei ministri si è deciso che la proroga del buono da 200 euro al 31 marzo verrà estesa fino al 31 dicembre 2023.

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