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Carburanti, tetto agli aumenti in autostrada. Il governo obbliga i gestori ad esporre il prezzo medio nazionale accanto a quello di vendita. Sanzioni per i “furbetti”

Nessun intervento per ridurre le accise sui carburanti, ma una decreto legge ad hoc a vantaggio dei consumatori per aumentare la trasparenza dei prezzi alle stazioni di servizio. Accanto al prezzo della benzina dovrà essere esposto quello medio nazionale calcolato ogni giorno dal ministero dell’Ambiente. Con la norma approvata dal Consiglio dei ministri viene definito anche un impianto sanzionatorio per i trasgressori. Il Cdm, su proposta del ministro dell’Economia Giancalo Giorgetti, ha approvato un decreto che rinnova per il primo trimestre del 2023 dei buoni benzina per un valore massimo di 200 euro per lavoratore dipendente. Ma le accise non saranno ridotte.

Dopo un incontro, durato circa un’ora e mezzo a Palazzo Chigi, tra la premier Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il Comandante generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, è arrivato il Cdm per valutare le azioni di contrasto alle speculazioni sui prezzi dei carburanti. 
All’interno della maggioranza le posizioni sono state diverse, con Lega e Forza Italia che volevano ripristinare lo «sconto» deciso dal governo Draghi (prima 30 centesimi, poi 18) e prorogato soltanto fino a fine 2022. Sconto che avrebbe però comportato ulteriori spese per il governo e sul quale la premier ha frenato.

In decreto anche un tetto agli aumenti in autostrada
Il decreto si chiama norme sulla trasparenza dei prezzi sui carburanti e sul rafforzamento dei poteri di controllo e sanzionatori del garante dei prezzi. Il testo prevede che gli esercenti devono mettere i cartelli del prezzo: in caso di violazione ci saranno delle sanzioni, in caso di recidiva anche la sospensione. I fornitori in autostrada devono avere un tetto che sarà fissato da una norma. Sarà irrobustita la collaborazione con la Guardia di finanza per avere più controlli, verrà istituita una Commissione di allerta rapida sui prezzi, all’interno dell’Antitrust.

Sanzioni per i trasgressori, compresa la sospensione dell’attività
Il ministero dell’Ambiente ogni giorni provvederà all’elaborazione del prezzo medio nazionale del carburante. Le stazioni di servizio dovranno esporre dei cartelli con il prezzo medio di vendita, l’Antitrust vigilerà sull’assenza di cartelli sul prezzo e la Guardia di Finanza vigilerà sul rispetto della norma. In caso di violazione della norma sono previste delle sanzioni, in caso di recidiva potrebbe essere sospesa l’attività per un periodo minimo di 7 ed uno massimo di 90 giorni.

Sarà istituita poi una Commissione speciale per la verifica della dinamica dei prezzi di filiera e il raccordo tecnico con i ministeri. Il dl infine prevede che sulla rete autostradale gli esercenti debbano applicare prezzi di vendita di carburante non superiore a una percentuale del prezzo medio giornaliero, percentuale che sarà determinata da una apposita norma.

Ipotesi di un’app per informare i consumatori sui prezzi
Una delle ipotesi emerse nel Cdm che ha discusso degli aumenti del costo della benzina è – secondo quanto si apprende – quella di creare un’app per informare giornalmente, città per città, esercizio per esercizio, i consumatori sul prezzo giornaliero dei carburanti.

Ciriani (Rapporti col Parlamento): ridurremo le accise se i conti lo consentiranno
«La decisione del governo di non confermare il taglio delle accise sulle benzine non è stata presa a cuor leggero. È una misura che costa oltre un miliardo al mese e il governo ha deciso di utilizzare quelle risorse per finanziare l’aumento delle pensioni minime, il taglio del cuneo fiscale e la rivalutazione delle pensioni minime, tutte misure sociali. È chiaro che se ci sarà la possibilità, se i conti lo consentiranno, appena possibile interverremo per ridurre anche il costo della benzina». Lo ha detto il ministro per i Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, in un’intervista a Rainews 24.

Il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani

 (ansa)

Messina (FdI): il governo incontrerà i consumatori 
«Il prezzo del carburante in Italia resta ancora al di sotto della media europea. Il Governo Meloni è al lavoro per fronteggiare le speculazioni, in collaborazione con la Guardia di Finanza. Prioritario resta garantire risposte ai cittadini: ecco perché sono state convocate per la prossima settimana le associazioni dei consumatori, che hanno presentato esposti sul caro benzina, per verificare le presunte irregolarità». Lo dichiara al Tg1 Manlio Messina, vice capogruppo vicario di Fratelli d’Italia alla Camera.

Baldino (M5s): l’esecutivo è responsabile degli aumenti 
«L’aumento del costo della benzina è chiaramente da addebitare a questo governo. Si eviti di fare scarica barile e dire bugie agli italiani. Mentre il M5s, infatti, era al governo e contribuiva a determinare lo sconto sulle accise, la Meloni era al distributore a dire che una volta al governo avrebbe eliminato le accise sulla benzina. Arrivata al governo, invece, ha tolto lo sconto. Tutto questo in un momento di crisi, di emergenza». Così Vittoria Baldino, vicecapogruppo M5s a Montecitorio, ospite della trasmissione Tagadà su La7.

De Poli (Unione di Centro): intensificare i controlli
«La parola d’ordine contro il caro-carburanti è intensificare i controlli, come sta facendo il Governo, per bloccare il rischio speculazione ma al tempo stesso è indispensabile ragionare a lungo termine su una soluzione strutturale a favore di famiglie e imprese. Così il senatore Antonio De Poli, presidente dell’Unione di Centro.

Il ministro dell’Ambiente Pichetto: priorità a colonnine elettriche
«Negli anni c’è stata una riduzione notevole dei distributori carburanti in Italia, sono ancora certamente molti, e ora avranno un ulteriore effetto di cambiamento con le colonnine di ricarica elettriche». Lo ha detto il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, intervenendo a Porta a Porta su Rai1 ricordando che con il nuovo decreto ci sarà una «priorità a dove ci sono i distributori attuali per le colonnine elettriche», si tratta di «un cambiamento che vedremo nei prossimi anni».

Gilberto Pichetto, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica

 (ansa)

Sanità, Lucaselli (FdI): proroga del payback fino al 30 aprile
«La proroga del payback sanitario fino al 30 aprile prossimo – approvato in Consiglio dei ministri grazie al governo di Giorgia Meloni – è solo il primo passo per affrontare in modo strutturale un contenzioso avviato dal governo del Pd guidato da Matteo Renzi, con l’introduzione di una norma di dubbia legittimità, che ha visto la sua attuazione dopo sette anni da parte del ministro, Roberto Speranza. Una delle ipotesi in campo è quella di intervenire sul tetto di spesa fissato al 4,4% nel 2011, magari ritoccandolo al rialzo, per una cifra che potrebbe avvicinarsi al 6 miliardi». Lo dichiara la capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Bilancio, Ylenja Lucaselli, che aveva sollevato nel corso dell’esame della manovra la criticità.

Più fondi per la Protezione civile, disabilità e pari opportunità
Questa la sintesi del bilancio di previsione 2023. «La Presidenza del Consiglio, come si evince dal Bilancio di Previsione 2023 pubblicato sul sito istituzionale del Governo, ha scelto di incrementare per il prossimo anno alcuni stanziamenti a favore delle politiche di settore ritenute più strategiche, a partire dal ripristino di parte dei fondi – 253 milioni aggiuntivi – per la Protezione civile che erano stati ridotti di 1,5 miliardi dal precedente esecutivo», dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. «Inoltre, considerata la grave situazione internazionale, una parte di fondi aggiuntivi andranno alle politiche a favore dell’emergenza Ucraina, a partire dall’accoglienza dei profughi; a situazioni di disagio di persone con disabilità (110 milioni) e a programmi spaziali nazionali e aerospaziali (726 milioni)». «In aumento anche gli stanziamenti per le pari opportunità con circa 10 milioni».

Salgono le spese per il personale di Palazzo Chigi
«Così come avvenuto anche nel 2022, per rafforzare la capacità amministrativa in relazione alla strategicità assegnata alla Presidenza del Consiglio in tema di coordinamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Infine, la spesa relativa agli Uffici di diretta collaborazione delle Autorità politiche è in linea a quella di precedenti governi nei quali erano presenti due vicepresidenti del Consiglio», conclude Mantovano.

Giovedì altro Cdm su riforma dell’assistenza agli anziani
Nell’ultimo Consiglio dei ministri guidato dal premier Mario Draghi era stato varato un disegno di legge delega sulla non autosufficienza che però non era stato convertito. Giovedì, secondo quanto si apprende, torna sul tavolo del governo Meloni. Il 12 gennaio quindi è prevista un altro Consiglio dei ministri. Il nuovo Piano nazionale per la non autosufficienza, firmato dall’allora ministro del Lavoro Orlando, relativo al triennio 2022-2024, stanziava complessivamente oltre 2,6 miliardi di euro e individuava gli interventi sui livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire su tutto il territorio nazionale. Il provvedimento prevede politiche in favore delle persone anziane, anche in attuazione delle missioni 5 e 6 del Pnrr in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti. Non c’è comunque ancora un ordine del giorno della riunione di giovedì, tanto che c’è chi non esclude che ci possano essere altre nomine in arrivo.

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