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Addio a Vialli, Mancini: “Ho perso un fratello, un amico sempre gioioso. Speravo in un miracolo”… – Secolo d'Italia


7 Gen 2023 20:57 – di Bianca Conte

Vialli

Occhi tristi, scuro in volto, e con un filo di voce, il ct della Nazionale Roberto Mancini racconta in un’intervista realizzata e diffusa dalla Figc (clicca qui per vedere il video), il suo ultimo incontro con l’amico di sempre, Gianluca Vialli, avvenuto il 29 dicembre scorso a Londra. «Sapevo che sarebbe stata l’ultima volta che lo vedevo? Speravo accadesse un miracolo. Abbiamo scherzato. Era di buon umore, come al solito… Mi ha fatto piacere vederlo così in quel momento». Poi però è arrivata la notizia terribile: Luca non ce l’ha fatta, e dopo almeno 5 anni passati a provare a resistere al male lo ha portato via, si è arreso.

Vialli, Mancini: «Perdo un fratello, sognavo un miracolo»…

Il dolore è forte e permea lo sguardo di Mancini, che a fatica riesce a contenerlo. Del resto, lui stesso nella video-intervista ammette: «Non sono stato benissimo perché è una grande perdita per me. Per la sua famiglia prima di tutto. E per tutto il calcio italiano. È un momento abbastanza difficile, ma bisogna andare avanti». E lui prova a ripeterselo, quasi a volersene convincere, provando a descrivere il suo dolore il giorno dopo la morte di Gianluca Vialli. Il suo “gemello del gol”, ed ex Team manager della Nazionale, che si è spento dopo aver lottato a lungo contro una malattia dura da sconfiggere.

«Abbiamo parlato e scherzato. Lui era sempre di buon umore. Come al solito»

Una malattia che, molto probabilmente, le cure sperimentali affrontate a Londra hanno dato a Vialli la chance di tenere sotto controllo per un po’ di tempo. E allora, è proprio a Londra – dove il campione di Cremona si stava curando – che i due fraterni amici si sono salutati per l’ultima volta. «Speravo che accadesse un miracolo, sinceramente – rivela allora Mancini su quell’incontro di fine dicembre –. Abbiamo parlato e scherzato. Lui era sempre di buon umore. Come al solito. E questo un po’ ti risollevava. Mi ha fatto piacere vedere che era di buon umore in quel momento».

Mancini: «Vialli trasmetteva il valore della maglia azzurra ai giovani. E su questo dobbiamo proseguire»

E ancora. «Abbiamo vissuto quasi tutta la nostra vita assieme. Il nostro legame era stretto. Un legame che possono avere due fratelli, due persone che ad un certo punto della vita si sono separate calcisticamente, ma che quando si è amici, lo si è per sempre. Luca per me era questo, il nostro rapporto è sempre stato di grande rispetto. Affetto. Amore. Amicizia», ha proseguito il tecnico azzurro. Non solo. Vialli trasmetteva il valore della maglia azzurra ai giovani. E proprio per questo, e su questo, aggiunge Mancini, «noi dobbiamo proseguire. Luca è stato molto bravo, ha fatto capire ai ragazzi più giovani il valore della maglia della Nazionale, dove si poteva arrivare».

Vialli, un uomo e un calciatore a cui piaceva la vita

Poi, regalando ancora qualche piccolo segreto custodito nelle pieghe di un’amicizia solida e fraterna, Mancini ricorda: «È stata una persona di grande valore per noi. Gli  piaceva quando parlava ai ragazzi. E ai ragazzi piaceva ascoltarlo. Erano momenti molto belli, e sono stati molto importanti… Luca era un ragazzo gioioso, sempre allegro. Pochissime volte l’ho visto arrabbiato. Credo che vada ricordato così: molto vivo in tutti i sensi. A lui farebbe piacere essere ricordato come era, perché oltre al fatto di essere stato un grande calciatore, un professionista, con un carisma straordinario. È stato fino all’ultimo un ragazzo allegro, un giovane a cui piaceva la vita».

E in tv va un film sull’anno dello scudetto della Sampdoria. Mancini: «Ci sarà da piangere»

Questa sera alle 21.20 su Rai 2, sarà proposto, in prima visione assoluta, il documentario La bella stagione, con Gianluca Vialli, Roberto Mancini e i giocatori della Sampdoria 1990-1992. «È un film molto bello, con dei ricordi molto belli. Riguarda l’anno dello scudetto della Sampdoria. Realizzato per far vedere quanto è importante l’amicizia tra le persone che lavorano nello stesso gruppo. E per dimostrare dove si può arrivare quando c’è coesione. Ci sarà da piangere anche stasera, lo abbiamo già fatto», ha concluso Mancini, lasciando il resto di quello che avrebbe potuto dire alle immagini che la tv manderà in onda. Ai ricordi che moltissimi legano alla figura di un uomo e a un campione straordinario come Gianluca Vialli, che ha abbandonato il campo troppo presto…

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