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5 detenuti genovesi a Italia’s Got Talent: la «performance toccante» per Uil è «spreco di soldi pubblici»

GENOVA – Cinque detenuti del carcere di Marassi sono stati protagonisti della seconda puntata di Italia’s Got Talent, il talent show trasmesso da Sky. Sul palco hanno recitato, alternandosi, una lettera. Una lettera che raccontava un punto di vista: quello di chi li sta aspettando a casa. La performance, definita toccante dai giudici stessi, ha ricevuto 4 sì su 4 disponibili.

Percorso rieducativo

A renderlo possibile è stata la onlus Teatro Necessario, che ha seguito i cinque attraverso un percorso rieducativo, che ormai da anni propone il reinserimento dei carcerati nella società attraverso attività culturali. Prima del lockdown, gli spettacoli andavano in scena al Teatro Nazionale di Genova.

Arte come strumento di crescita

«Dare una voce al talento dell’Italia è sempre stato il nostro scopo», affermano gli organizzatori del talent. «Questo significa anche raccontare quelle realtà che si dedicano ad attività di rieducazione e reinserimento. Il Teatro Necessario è una di queste realtà. Hanno fatto commuovere e riflettere i giudici che, colpiti dall’esibizione, hanno dato 4 sì», proseguono. «Italia’s Got Talent dimostra che l’arte può anche essere una forma di rieducazione, uno strumento utile alla crescita personale, un modo per dire che si è presenti», conclude la nota.

«Spreco di soldi pubblici»

Tuttavia, se da un lato l’esibizione è stata molto apprezzata, non sono mancate le polemiche. Già a settembre, quando è stata registrata la puntata, la Uil aveva commentato la situazione, definendo la partecipazione dei detenuti al talent come «uno spreco di soldi pubblici». Non è mancata la replica di Teatro Necessario, che afferma: «È stata un’esperienza toccante ed emozionante. Sulle lettere sono presenti delle vere storie di vita, parlano di un tema delicato: la lontananza dalle persone care, una delle conseguenze di entrare in carcere. Questo può significare perdere le relazioni che si avevano con mogli, compagne e figli».

Immagine di copertina rappresentativa

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