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“L’obbligo vaccinale è fuorviante”. L’avvocato Daprati ci spiega perché rifiutarsi è legittimo

Lodi, 17 ago – “L’obbligo vaccinale è fuorviante, ecco perché chiederò il reintegro della mia assistita“: parola dell’avvocato del Foro di Lodi Fabio Daprati. Una discrepanza giuridica tra l’obbligo a vaccinarsi per il personale sanitario e le indicazioni farmacologiche del vaccino impone infatti una “modifica o del vaccino o del decreto“, spiega l’avvocato. Tutto è cominciato con il caso di una dottoressa – dipendente nell’area dell’Agenzia di tutela della salute di Melegnano–Martesanasospesa dal lavoro perché non si era vaccinata. Finché non si è presentata all’hub vaccinale con il suo legale e la polizia. Ora vi raccontiamo cosa è successo, grazie alla testimonianza di Daprati.

“Ho accompagnato la mia assistita per verbalizzare le risposte sull’obbligo vaccinale”

“Ho accompagnato la cliente che due settimane fa era già stata sospesa dal lavoro perché si era recata all’hub di Melegnano per ottemperare all’obbligo di legge della vaccinazione. Ma non si era potuta vaccinare perché ha ritenuto di non essere stata adeguatamente informata sul contenuto farmacologico del vaccino”, spiega l’avvocato. A quel punto “siamo andati all’hub vaccinale di Lodi, ho chiamato le forze dell’ordine. Così da verbalizzare in modo oggettivo le risposte a due domande poste al medico ai fini di esercitare, come da legge, il proprio consenso libero e informato“, precisa Daprati.

“Il vaccino previene il contagio?”. E il medico ha verbalizzato: “No”

L’avvocato ci ha spiegato che “dato che nelle missive che ha ricevuto la mia cliente, sia dall’azienda di Melegnano Martesana, che dall’Ordine, rifacendosi all’articolo 4 del decreto legislativo 44 del 2021, si dice al dipendente ‘vai a vaccinarti con un prodotto che è funzionale a evitare il contagio da infezione da virus Sars-Cov-2’, abbiamo posto due domande al medico dell’hub. ‘Il prodotto che voi somministrate è funzionale a prevenire-evitare il contagio e l’infezione da virus Sars-Cov-2?‘. E il medico ci ha verbalizzato: ‘No‘”.

“Il vaccino permette di assolvere all’obbligo del decreto?”. E il medico ha ammesso di non saper rispondere

Dopo di che è stata formulata la seconda domanda: “Ritiene che il prodotto che state somministrando permetta di assolvere all’obbligo giuridico contenuto nell’articolo 4 del decreto legge 44 del 2021?“. A quel punto il medico ha detto di non essere in grado di rispondere a questo “quesito giuridico”, riporta Daprati. E qui casca l’asino. “Ma – obietta l’avvocato – l’obbligo giuridico contempla quelle parole, parlando di un prodotto che sia funzionale a evitare un contagio da virus. Invece tu mi stai somministrando un prodotto che non serve a quello, cosa ulteriormente dimostrata dai bugiardini, che dicono che il prodotto somministrato serve per combattere le conseguenze da malattia Covid 19 e non dal virus di un ceppo che potrebbe sviluppare altre malattie”.

“C’è una discrepanza tra l’obbligo di legge e il prodotto somministrato”

Pertanto, fa presente l’avvocato, “c’è una discrepanza tra l’oggetto dell’obbligo di legge e il prodotto che viene somministrato. Per esemplificare, un conto è il virus Hiv e un conto la malattia Aids”. Per spiegarci meglio la questione, Daprati fa presente che mentre con l’infezione Hiv si può sviluppare soltanto l’Aids, con l’infezione da Sars-Cov-2 si possono sviluppare diverse malattie, tra cui la Covid-19. Ma il punto – chiarisce ulteriormente – non è neanche questo”.

“Se mi dici hai l’obbligo di fare il vaccino ‘ciliegia’ e poi mi somministri il vaccino ‘pera’ qualcosa non va”

“Il punto è che se tu mi obblighi a fare un vaccino e io lo faccio perché ho bisogno di lavorare e quindi io mi decido a farmi il vaccino ‘ciliegia’ e poi quando arrivo mi proponete il vaccino ‘pera’, allora qualcosa non va”. Sì, perché – è uno dei tormentoni del momento – il vaccino (peraltro non proprio un bicchiere d’acqua fresca) protegge dallo sviluppo della malattia grave ma non dal contagio. Mentre nel decreto in questione si legge che gli operatori sanitari hanno l’obbligo “a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da Sars-Cov-2”. “Ecco perché – conclude Daprati – chiederò il reintegro della mia assistita”.

Ci sono buone probabilità che tale precedente diventerà – come si suol dire – un caso di scuola. E che magari (è il nostro auspicio) la questione arrivi fino al ministero della Salute.

Adolfo Spezzaferro

L’articolo “L’obbligo vaccinale è fuorviante”. L’avvocato Daprati ci spiega perché rifiutarsi è legittimo proviene da Il Primato Nazionale.

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