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Euro 2020, Southgate e l’intelligenza artificiale: l’aiuto del cloud e dei big data dietro la preparazione dell’Inghilterra

Era l’inizio di novembre 2019 quando l’Inghilterra si assicurò la qualificazione per gli Europei di calcio 2020. La stessa competizione che nelle ultime settimane ha visto la squadra di Gareth Southgate arrivare fino in fondo, per poi essere battuta in finale dagli azzurri di Roberto Mancini. Tra le numerose notizie date allora sulla qualificazione anche quella di Forbes, rivelatore di uno dei metodi tentati dall’Inghilterra per riuscire a vincere i campionati europei.


Oltre ai nomi dei rigoristi italiani sulla borraccia del portiere Pickford, a quanto pare gli inglesi avrebbero fatto ricorso anche all’intelligenza artificiale. Secondo quanto riportato da Forbes, intorno al mese di settembre 2019, la squadra avrebbe cominciato a prepararsi per la competizione firmando un particolare accordo con Google. L’idea della Football Association, la federazione calcistica inglese, «è stata quella di utilizzare la tecnologia cloud di Google con lo scopo di migliorare le prestazioni delle squadre nazionali inglesi, favorire lo sviluppo dei giovani e rendere più efficienti le operazioni complessive della stessa FA». Una partnership che nei mesi successivi ha previsto la digitalizzazione del processo di raccolta dei dati su prestazioni dei giocatori, dati medici, scouting e video, evitando così l’iter manuale. «Questo non solo semplifica un metodo», spiega Forbes, «ma apre la possibilità di utilizzare l’analisi e l’intelligenza artificiale (AI) per identificare nuovi modi di elaborazione delle informazioni».


Lo strumento di alta tecnologia nelle mani del Ct Southgate avrebbe dunque accompagnato il team durante tutta la preparazione ai campionati. «Stiamo raccogliendo enormi quantità di dati, ma l’importante è capire come usarli. Da allenatore, la selezione è fondamentale, ma come distinguere due giocatori in campo?», aveva detto allora lo stesso allenatore dell’Inghilterra. La risposta sembra essere arrivata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: «Posso inviare filmati al telefono del giocatore e istruirli a distanza» aveva aggiunto Southgate. «Come allenatore dell’Inghilterra trascorro solo poche settimane all’anno con la squadra, il che significa che tutto ciò che migliora la comunicazione e la valutazione dei mezzi è prezioso. Abbiamo enormi vantaggi e stiamo solo grattando la superficie». Dietro il tentativo di vittoria della squadra inglese ci sarebbero dunque anche Google e i big data. Un aiuto non indifferente, che però, visto il risultato finale, sembra non essere bastato.

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