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Cercasi infermieri pediatrici disposti a lavorare 7 giorni su 7. E senza risposi!

Annuncio shock. Si cercano infermieri pediatrici disposti a lavorare 7 giorni su 7. E senza risposi. Straordinari riconosciuti!

La Pediatria come il settore alimentare. Navigando in internet ho notato un’inserzione di lavoro per la ricerca di personale. Non è nemmeno la prima volta che trovo annunci simili anche se questo, sinceramente, mi sembra un po’ esagerato.

“Infermieri pediatrici per Ausl”, segue l’agenzia del lavoro a cui rivolgersi.

A parte tutti i problemi amministrativi e burocratici che possiamo conoscere o anche solo immaginare, è giunto il momento di indignarci e di provare a dire qualcosa.

Si ricerca personale che lavori sei giorni su sette, disposta a straordinari. Vorrà forse dire che i candidati prescelti dovranno essere pronti a rimettere quel giorno di riposo. E’ contro l’umana pietà e contro le leggi ma al giorno d’oggi siamo ormai assuefatti a tutto, non abbiamo più il coraggio di farci sentire.

Il vero motivo riguardo cui dovremmo dire qualcosa è il fatto che si cerchino infermieri, disponibili subito, pronti a un’assunzione urgente per un contratto di tre mesi che lavorino nel settore pediatrico-infanzia.

Credo sia il settore più difficile e delicato, lavorare con bambini . Non solo si tratta di avere a che fare con pazienti a volte non in grado di comunicare e di raccontare quel che sentono, esseri fragili a cui rischiamo di dare l’imprinting sbagliato ovvero che l’infermiere, il dottore e la sanità in genere sono quelli che ti fanno male, ti fanno paura.

Nell’annuncio poi non si trova traccia della richiesta di titoli particolari. Voglio credere che le agenzie assumano solo personale laureato ma come potranno valutare l’esperienza? Dal curriculum forse ma quel settore così critico, quello della pediatria, non può essere valutato da un pezzo di carta.

L’infermiere non è colui che ti pianta un ago nel braccio. E basta, senza stare troppo a guardare o a perdere tempo. In quel caso basterebbe un robot.

L’infermiere è e deve essere una persona capace e abile ad aiutare chi sta male, a mettere a proprio agio chi si affaccia alle strutture sanitarie.

Quel annuncio è giusto fra la ricerca di carrellisti e di operai alimentari. Siamo forse la stessa cosa?

Insomma è il caso di capire non tanto che fine vogliamo far fare alla nostra professione ma, soprattutto, a chi vogliamo mettere in mano i nostri figli.

Marco Alfredo Arcidiacono, Infermiere

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