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Zangrillo bastona ancora gli allarmismi: “Distolgono dalle altre malattie”

Milano, 12 ago — Alberto Zangrillo ritorna con uno dei suoi affondi contro la gestione della comunicazione ufficiale sul Covid, basata unicamente su allarmismo e paura, sottolineando come questa distolga l’attenzione da altre patologie dall’incidenza e dalla mortalità ben più devastanti del coronavirus. «Io la detesto per un motivo semplice: sono convinto che distolga l’attenzione e le forze dai veri problemi», insiste.

Zangrillo: torniamo a parlare delle altre malattie

Intervistato dal Corriere esordisce con uno dei suoi cavalli di battaglia: l’appello, rivolto alle istituzioni, di interrompere il quotidiano stillicidio di dati sui contagi. «Rincorrendo i numeri e le fantasie di pseudo-scienziati perdiamo di vista le basi fondamentali dell’umanità». Il primario passa a rassicurare sulla situazione al pronto soccorso del San Raffaele, dove guida l’Anestesia e la Rianimazione. «Al Pronto soccorso si sta presentando un numero maggiore di positivi che, però, nella maggior parte dei casi possono essere subito mandati a casa. I ricoveri riguardano chi non si è vaccinato».

Dopo 18 mesi, secondo il medico, «è arrivato il momento, oggi più che mai, di occuparsi degli altri malati: gli oncologici, i cardiopatici, chi ha malattie neurologiche e patologie croniche. Sono malati dimenticati, con situazioni che si stanno riacutizzando e che rischiano di aggravarsi in modo irrimediabile». A questo proposito Zangrillo propone l’istituzione di «Una cabina di regia governativa che, nel rispetto dell’autonomia delle Regioni, fissi obiettivi e metta risorse per tornare a seguire chi sta davvero male. In agenda, poi, bisogna tornare a mettere il tema della prevenzione che nel breve periodo porta a spendere, ma che sul lungo fa risparmiare il servizio sanitario e dà qualità di vita».

Non esistono solo i malati Covid

E’ arrivato il momento di dare alle altre patologie l’importanza che meritano. «Io ne sono fermamente convinto. È come se fossimo su una nave la cui rotta piano piano va modificata. Il rischio altrimenti è di finire nelle secche per inseguire solo i malati Covid. Il ritorno alla realtà a settembre proporrà ben altro, ossia il riacutizzarsi delle patologie croniche. Mentre oggi tutti sono concentrati sulla saturazione dei posti letto in Sardegna e Sicilia: è evidente che lì la situazione è così perché ai problemi degli abitanti si sommano quelli dei turisti. Ma da fine agosto tutto tornerà nella normalità». Il Covid rimane «un problema, ma dico che è indispensabile non trascurare il resto».

E sul vaccino? «Come scritto anche da Nature, quasi il 20% della popolazione non si vaccinerà. E su questo c’è poco da fare. C’è uno zoccolo duro di scettici che è difficile da scalfire». Intanto, sarebbe utile smetterla di «spaventare la gente che altrimenti resta chiusa in casa» e distruggere «drammaticamente le relazioni sociali».

Cristina Gauri

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