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VPN da mobile per smartphone, come usarle su iPhone e Android anche in Italia

Secondo le ultime analisi di Sensor Tower, riprese da Statista, le prime tre app più scaricate in Russia a marzo sono state tre VPN, le reti private che permettono di navigare in rete preservando la privacy e senza le restrizioni in vigore nel paese dal quale ci si connette.

Il motivo per tale successo? Semplice: da quando il governo di Mosca ha deciso di tagliare fuori dal suo perimetro i principali social network e i media occidentali, molti russi hanno deciso di affidarsi alle VPN per ‘mimare’ collegamenti da altrove, così da aggirare i blocchi e continuare a usare internet come facevano prima. Da regime a regime, i cinesi hanno imparato da tempo a sfruttare le virtual private network per accedere alle app di Google così come a tutte le altre negate da Pechino. Oltreoceano il rischio è però elevato: nel 2017 una legge nazionale cinese ha reso l’utilizzo delle VPN illegale, tanto che un ragazzo ha dovuto fronteggiare cinque anni di carcere per aver infranto la norma.

In Russia si prospetta lo stesso scenario? Nessuno può dirlo ma è evidente che fino a quel momento, le varie VPN resteranno tra le app preferite su iOS (iPhone e iPad) e Android.

L’utilità di questi software valica i Paesi dove la democrazia è un’utopia. Man mano che migriamo verso il cloud, con sempre più di aziende private che conservano i nostri dati più sensibili, comprese foto e video, il bisogno di privacy cresce sempre più. Ma ci sono anche panorami più frivoli: l’app per lo streaming funziona solo nel Paese della residenza del canone e si è all’estero? Si imposta la VPN sul proprio Paese e si prosegue con la fruizione.

Come funzionano

Le VPN proteggono, crittografandoli, i dati che lasciamo con i nostri dispositivi quando ci connettiamo a Internet e navighiamo. La differenza è che, invece di viaggiare dal device al server dell’azienda tramite canali deboli, il nostro flusso passa da un server privato (da qui ‘virtual private network’) verso la destinazione richiesta. In questo modo, si riesce a nascondere il traffico da occhi indiscreti, compresi i governi e i “vicini di casa” ficcanaso, che hanno accesso alla rete, in maniera più o meno illegale.

Come scegliere

La popolarità delle VPN nasconde un rischio: decine e decine di offerte ma pochi servizi davvero sicuri. Anzi, aspettiamoci anche delle truffe.

Alcune VPN sono gratuiti, ma poi tracciano a loro volta i nostri dati e allora non ha molto senso. Le migliori si pagano, magari dopo un periodo di prova, ma non ce ne sono di quelle acquistabili una volta e via. I programmi sono in abbonamento, annuale o mensile e in questo caso tra i 5 e i 15 euro al mese.

Le app migliori secondo le recensioni degli utenti per voto e quantità di votanti sono queste (a sceglierne tre. Mashable NON percepisce alcun tipo di compenso nel nominarle):

NordVPN, ExpressVPN, F-Secure Freedome VPN su Android;

NordVPN, TunnelBear, 1.1.1.1 su iOS.

Come impostarle

Ogni VPN ha le proprie schermate e opzioni peculiari ma il grosso si concentra su un paio di impostazioni. Prima di tutto bisogna registrarsi e poi capire se il servizio permette di scegliere da sé il Paese tramite cui connettersi o se tutto avviene in automatico.

  • si crea l’account, anche molto velocemente con gli accessi web e social predefiniti
  • si sceglie di avviare la prova dopo la selezione dell’abbonamento, da annullare prima che la prova scada;
  • le app riconoscono la nostra posizione e propongono se connettersi a un server specifico, tra cui spesso anche una rete Tor, indicata come Onion;
  • I principianti possono tranquillamente selezionare uno dei Paesi dalla lista, per alcuni dei quali sono presenti anche diverse città;
Qui ci siamo connessi dall’Australia.
  • connessi alla VPN, il nostro accesso a Internet rimbalzerà dal Paese scelto;
Qui invece con un’altra VPN passiamo dagli Stati Uniti.
  • Può capitare che qualche app, come i social, venga disconnessa per impostare la lingua del paese riconosciuto dal tipo di connessione, così come le ricerche web potrebbero restituire risultati localizzati non in Italia;
  • Niente paura, su Google e affini basterà affinare la ricerca con un termine ulteriore mentre social e co. potranno essere settati nella lingua andando nelle impostazioni specifiche.

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