Verso i nuovi colori ancora senza zone gialle: almeno sette Regioni puntano all’arancione

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È atteso per domani, venerdì 9 aprile, il nuovo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità sull’evoluzione della pandemia di Coronavirus che ridefinirà le fasce di rischio per le diverse Regioni italiane, e coi relativi colori delle aree. Sino alla fine del mese di aprile, il governo Draghi ha comunque sospeso la possibilità di passare in zona gialla con il Decreto legge del 13 marzo scorso, pertanto le Regioni potranno oscillare solo tra la fascia arancione e quella rossa. Stando alle proiezioni preliminari, a partire da martedì 13 aprile, su nove regioni attualmente rosse, sette potrebbero “retrocedere” in fascia arancione. Si tratta del Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna, della Toscana, del Friuli Venezia Giulia, della Puglia e della Calabria. A restare in fascia rossa resterebbero dunque solo la Campania e la Valle d’Aosta. 


I parametri per il passaggio di fascia di rischio

Il passaggio in zona arancione per le sette regioni potrebbe scattare soprattutto grazie al parametro dell’incidenza, inferiore alla soglia critica di 250 casi ogni 100.000 abitanti. Questo parametro, infatti, viene calcolato su base settimanale e può portare al cambiamento di fascia di rischio nell’arco di 7 giorni. L’indice Rt, ossia l’indice di potenziale contagiabilità per singolo individuo positivo, invece, se supera il valore 1 porta una Regione a finire in zona arancione, mentre se supera l’1,25 fa scattare direttamente la zona rossa. Quest’ultimo parametro, però, blinda la Regione in una determinata fascia per almeno due settimane, diversamente dal valore dell’incidenza che può portare la fascia a variare nell’arco di una sola settimana. Da tenere sempre in considerazione, comunque, i parametri sulle ospedalizzazioni e i 21 indicatori per il calcolo delle fasce di rischio.

I dati settimanali sull’incidenza potrebbero risentire del periodo di Pasqua

Il miglioramento dell’incidenza nelle sette regioni in quest’ultima settimana, tuttavia, potrebbe essere anche collegato alla forte riduzione di tamponi effettuati e, di conseguenza, di possibili casi individuati, complici le festività pasquali. Pertanto agli esperti dell’Iss, del Ministero della Salute e della Cabina di regia, resteranno da valutare e coniugare non solo l’incidenza e l’indice Rt, ma altresì gli altri scenari di rischio e, soprattutto, i dati sulla pressione ospedaliera che, in molte regioni italiane, continuano a non arrestarsi. 

Le previsioni dei presidenti di Regione

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha reso noto che chiederà il passaggio in zona arancione poiché, stando ai dati elaborati in Regione, «i numeri che invieremo alla Cabina di regia e che stiamo valutando sono in lento ma graduale miglioramento, e vanno in questa direzione». Nella giornata di ieri, invece, il governatore del Veneto, Luca Zaia aveva preannunciato che la Regione, attualmente in fascia arancione, risulta avere valori di incidenza e indice Rt «da zona gialla», ma resterà comunque in fascia arancione proprio a causa della temporanea sospensione della fascia inferiore di rischio.

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