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Vaiolo delle scimmie, primo caso in Lombardia, al Sacco di Milano. Il paziente rientrato da un viaggio

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Dopo Roma e Arezzo, arriva anche la conferma di un caso – il primo in Regione – di vaiolo delle scimmie anche in Lombardia. La diagnosi è delle 19.50, pochi minuti dopo l’uscita dell’ultimo aggiornamento sui contagi sulla base del bollettino dello Spallanzani. E arriva direttamente dall’Ospedale Sacco di Milano – centro di riferimento nazionale per le emergenze infettivologiche insieme all’Istituto capitolino – insieme alle rassicurazioni sulle condizioni di salute del paziente.

Vaiolo delle scimmie: primo caso in Lombardia

La diagnosi è delle 19.50, pochi minuti dopo l’uscita dell’ultimo aggiornamento sui contagi sulla base del bollettino dello Spallanzani. Il paziente – fanno sapere dal nosocomio milanese – sta sostanzialmente bene. È oggetto di controanalisi per avere la conferma definitiva della diagnosi. Il ceppo non è autoctono, ma arriva dall’estero e potrebbe essere correlato ai focolai che si stanno registrano in altri Paesi d’Europa come Germania, Portogallo e Spagna (Canarie).

La conferma dal Sacco di Milano

Come da procedura, gli addetti ai lavori hanno subito attivato il contact tracing e si stanno ricostruendo eventuali contatti stretti. Di cui però, al momento, non è noto il numero. Sempre a quanto si apprende, la persona sarebbe rientrata da un viaggio ed è al momento è in osservazione. Come il quinto paziente italiano accertato in Italia, appena tornato dalla Germania quando ha scoperto i sintomi che hanno portato alla diagnosi di contagio di vaiolo delle scimmie. Per cui gli esperti ipotizzano l’eventualità di un virus “paneuropeo” da un ceppo proveniente dall’Africa occidentale, asserendo: «I campioni sono tutti risultati affini al ceppo dell’Africa Occidentale. Potremmo essere anche in Italia di fronte a un virus “paneuropeo”, correlato con i focolai in vari Paesi europei. In particolare quello delle Isole Canarie».

Vaiolo delle scimmie, un 6 casi in Italia, 56 nel Regno Unito

E se da noi i casi accertati sono ancora pochi e il dilagare dell’infezione sotto controllo, nel Regno Unito l’Agenzia per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) ha rilevato altri 36 casi di vaiolo delle scimmie in Inghilterra. Per un totale di 56 infezioni confermate a partire dal 7 maggio. Lo riferisce la Ukhsa nell’ultimo aggiornamento sul monkeypox. Sebbene il focolaio in corso sia «significativo e preoccupante», comunque, l’agenzia britannica sottolinea che «il rischio per la popolazione del Regno Unito rimane basso».

Le rassicurazioni dei medici inglesi: «Si guarisce entro poche settimane»

Gli esperti ricordano che il virus responsabile della malattia «di solito non si diffonde facilmente tra le persone, ma può essere trasmesso attraverso il contatto ravvicinato fra persone. O con il contatto con oggetti usati da una persona contagiata: come vestiti, lenzuola o utensili». In genere, spiegano gli esperti, la patologia si autolimita e la maggior parte di chi la contrae guarisce «entro poche settimane», conferma l’agenzia inglese. Invitando «chiunque abbia eruzioni cutanee o lesioni insolite su qualsiasi parte del corpo, in particolare sui genitali», a «contattare immediatamente il numero del Servizio sanitario nazionale o il servizio locale di salute sessuale locale».

 

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