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Un’app ucraina permette agli utenti europei di segnalare le proprietà degli oligarchi russi

È caccia aperta ai soldi degli oligarchi russi. Un’app ucraina chiede agli utenti europei di segnalare le proprietà sfuggite all’ondata di sequestri dopo l’invasione dell’Ucraina. Si chiama Signal My Oligarch e permette di inviare denunce in forma anonima per aiutare le autorità locali a far rispettare le sanzioni.

“Vogliamo dare agli europei uno strumento semplice per geolocalizzare gli asset degli oligarchi. Noi gireremo le informazioni alle autorità occidentali” ci spiega Vladyslav Huntyk, il freelance 27enne co-fondatore del progetto, collegato via Zoom con Mashable Italia.

L’app è disponibile per Android sul Play Store, ma è accessibile anche da desktop o da mobile, nel caso degli utenti Apple. “Vorremmo soprattutto raggiungere le persone che sono al corrente dei movimenti dei beni degli oligarchi – continua Huntyk – perché magari sono impiegati di banca e hanno visto passare documenti sui conti correnti, o lavorano nelle loro proprietà. È facile nascondere gli asset, basta usare delle compagnie offshore o intestarle con un prestanome. Quel che è stato congelato è solo la cima dell’iceberg. Sappiamo che molti vogliono aiutare e questo è un modo per farlo”.

Una parte importante della risposta occidentale all’invasione è, infatti, di colpire i fedelissimi di Vladimir Putin. A più di cento giorni dall’inizio del conflitto, l’Unione europea ha sequestrato oltre trenta miliardi di dollari di asset russi, ma secondo gli esperti una buona parte è stata nascosta per tempo. Così lo scorso 24 maggio sono state proposte in Commissione delle norme comuni per il congelamento dei beni e l’inserimento della violazione delle sanzioni tra i reati comunitari. Per Huntyk la sua app può dare una mano.

Il progetto non è a scopo di lucro e non è gestito dal governo ucraino. È stato lanciato a metà maggio e, almeno secondo i suoi consulenti, non viola alcuna regola europea: “Sapere a chi appartiene un immobile è perfettamente legale”. Vladyslav Huntyk, che arriva dal marketing, l’ha creata con un suo collega, che lavora nella finanza e vuole restare anonimo per motivi di sicurezza.

“Alcune delle persone che conoscevamo sono morte da soldato sotto le armi dei russi – racconta il co-fondatore – ma il nostro team è al sicuro. La situazione, sembra brutto dirlo, ci ha dato la forza per completare l’app nel più breve tempo possibile. Abbiamo finanziato tutto con le nostre tasche. Anche perché il governo ucraino ha ben altro di cui occuparsi”.

Alcune screen dell’app dal Google Play Store.

La procedura di segnalazione è in apparenza semplice: si indica sulla mappa la posizione dell’asset, si scatta una foto, si specifica l’oligarca e il team dell’app, circa quindicina di volontari sparsi per l’Europa, provvede a verificare. Huntyk non teme le false denunce e non si preoccupa di essere sommerso da dati realizzati ad hoc per rallentare il progetto. Le segnalazioni, una volta controllate, verranno inoltrate ai rispettivi Paesi europei. L’app non funziona fuori dalla Ue. “Se però ci dovesse essere una richiesta del governo ucraino – specifica il co-fondatore – e gli alleati fossero d’accordo, non avremo problemi a consegnare le informazioni e il progetto direttamente al nostro governo”.

L’aspetto più importante dell’app è la sicurezza e la protezione di chi segnala. Huntyk conferma che Signal My Oligarch non conserva l’indirizzo IP e IMEI dell’utente né condivide dati con terze parti. La geolocalizzazione va inserita manualmente su una mappa e quindi l’app non si collega al GPS. Per inviare una segnalazione occorre registrarsi, ma si chiede di inserire solo credenziali false.

“Non raccogliamo dati – ribadisce Huntyk – Siamo molto chiari nello specificare che gli utenti dovrebbero considerare il nostro sito e la nostra app come se fossero programmi compromessi su cui non condividere mai informazioni personali. Non ne abbiamo bisogno. Per questo chiediamo uno username e non il nome personale, e preghiamo di creare per l’iscrizione una nuova mail anonima con ProtonMail (un servizio di posta elettronica criptata, ndr), da usare solo per segnalare gli asset degli oligarchi”. Nonostante queste premure, il sito permette di fare anche un log-in semplificato dai propri account Facebook, Apple o Google, ma sarebbe da evitare.

La home da desktop di Signal My Oligarch.

“Abbiamo chiesto a diversi hacker etici di testare la sicurezza di Signal My Oligarch – aggiunge – e abbiamo archiviato i dati su Firebase, un servizio di Google, perciò i rischi di essere hackerati sono bassi”.

Huntyk, comunque, non si fa illusioni. “Di sicuro gli oligarchi cercheranno di mandare offline la nostra app, ma anche se mi dovesse capitare qualcosa di brutto, il progetto resterà online. Ho scelto di essere l’unico a correre il rischio di esporsi per parlarne, ma il team rimarrà anonimo”.

La speranza degli ucraini è che gli asset congelati possano essere riutilizzati a fine guerra come fondo di riparazione per il Paese. La proposta arriva dalle Repubbliche baltiche ed è in fase di discussione in Commissione europea. Al momento, oltre ai fondi degli oligarchi, c’è anche un tesoro sequestrato da 300 miliardi di dollari in riserve estere della Banca centrale russa che potrebbe trasformarsi in una risorsa per la ricostruzione del dopoguerra.

Foto principale da Unsplash

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