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Una breve panoramica sui requisiti che devono rispettare gli indumenti da lavoro

di – 21 Aprile 2022 – 11:39

Gli indumenti da lavoro si differenziano dai classici capi d’abbigliamento che si indossano in ufficio o durante il tempo libero. Sono concepiti proprio per proteggere gli utenti da diversi pericoli, che potrebbero provocare lesioni o danni permanenti alla salute. Rappresentano, infatti, dei veri e propri dispositivi di protezione individuale, che devono essere conformi ai criteri stabiliti dal Regolamento (UE) 2016/425 emanato dal Parlamento e dal Consiglio Europeo.

Ma quali sono questi requisiti? L’abbigliamento da lavoro deve essere progettato in modo tale da facilitare i movimenti e i gesti di chi lo utilizza, e chiaramente, deve essere il più confortevole possibile. Per assicurare una completa protezione, deve essere indossato in combinazione con altri dispositivi, ad esempio mascherine, guanti o calzature, che garantiscano l’incolumità di mani, testa e piedi.

Non tutti gli indumenti sono uguali, e si distinguono a seconda dell’ambito produttivo in cui vengono utilizzati. I principali sono quelli ad alta visibilità (ad esempio il giubbotto antinfortunistica fluorescente o riflettente), quelli ignifughi e per saldatori (che proteggono da fuoco e scintille), quelli di protezione dal calore, nonché quelli di protezione chimica e quelli antitaglio.

Tuttavia, tali capi d’abbigliamento devono rispettare ulteriori regole. Essenziale, in primo luogo, è che riportino la marcatura CE, che serve proprio per attestare la conformità del prodotto a tutte le disposizioni emanate dalla Comunità Europea. Inoltre, devono avere un’etichettatura specifica e chiaramente leggibile, che indichi la taglia, il marchio del produttore, il nome o il codice del prodotto e le norme a cui fa riferimento.

Quanto alle aziende produttrici, per facilitare l’attività lavorativa, ove possibile, dovrebbero creare indumenti confortevoli e caratterizzati da un design funzionale. Svolgono un compito prezioso, specialmente in tutte quelle situazioni caratterizzate da elevati standard di rischio.

I pantaloni, le giacche o i giubbotti, per esempio, non dovrebbero avere superfici e bordi ruvidi, pungenti e duri, che potrebbero ferire o graffiare l’utente. Le cuciture dovrebbero essere saldate, le chiusure lampo nascoste e gli abiti dovrebbero essere sufficientemente larghi per consentire la totale libertà di movimento e non limitare la circolazione sanguigna.

Certo, il rispetto delle leggi in vigore è il primo requisito da tenere in considerazione. Ma non è il solo, poiché anche l’abbigliamento da lavoro necessita, infine, di una particolare cura e manutenzione. È fondamentale che sia sempre in perfette condizioni, così da poter proteggere in modo ottimale chi lo indossa. Gli indumenti ad alta visibilità, ad esempio, non devono essere sporchi o macchiati. Il consiglio, quindi, è quello di effettuare un’attività di controllo e una pulizia regolare.

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