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Transizione è un’equazione. Un bilancio dall’assemblea di Assocarta

Secondo il settore cartario occorre lavorare almeno su cinque proposte operative, oltre all’estensione del credito d’imposta al terzo trimestre per l’acquisto di gas (inclusa la cogenerazione) e di energia elettrica. Ecco quali nell’intervento di Massimo Medugno, direttore generale di Assocarta

Le politiche energetiche e la decarbonizzazione devono seguire un’equazione che tenga in considerazione le filiere industriali e i lavoratori. Questa una delle affermazioni del ministro Cingolani in occasione dell’Assemblea di Elettricità Futura del 21 giugno scorso.

Forse, la più interessante, che ha implicitamente guidato anche l’Assemblea pubblica di Assocarta che si è tenuta il 24 giugno presso l’Associazione Civita a Roma, dal titolo “Energie per la transizione”.

In questo contesto, al concetto alto che alla transizione deve seguire un’equazione che consideri filiere industriali e lavoratori, è stato aggiunto che se ciò non avviene… c’è il rischio che tutto si riduca ad una forma di giardinaggio!

Ma andiamo con ordine. Il programma dell’Assemblea pubblica prevedeva innanzi tutto la presentazione dei dati 2021, sul doppio canale economico e ambientale, evidenziando il concetto del “doppio dividendo”.

Infatti, gli obiettivi economici sono stati conseguiti insieme a quelli ambientali. Il settore utilizza il 90% di fibre vergini certificate PEFC e FSC ed è il 2° secondo riciclatore in Europa, dopo la Germania, oltre ad aver ridotto le emissioni di CO2 del 30% dagli anni ’90 in poi.

Sotto il profilo meramente economico nel 2021 la produzione italiana di carte e cartoni si è attestata a oltre 9,6 milioni di tonnellate (+12,5% dopo il -4,1 % del 2020) che, per la prima volta, pone l’Italia al 2° posto in Europa, dopo la Germania. I dati dei primi quattro mesi del 2022 non rilevano ancora l’impatto di inflazione, della crescita dei tassi d’interesse, dell’inversione e del conflitto russo ucraino, in quanto la produzione è in aumento del 3,4% rispetto ai volumi di crescita dello stesso periodo 2021 (+7,1% sul 2020).

Un quadro di incertezza che si aggiunge ad una situazione di emergenza continua legata ai costi energetici dalla fine del 2021. I prezzi del gas, dopo il record di dicembre (oltre 113 €/Mwh) e i leggeri allentamenti di gennaio e febbraio (86 e 81 €/Mwh), a marzo hanno raggiunto quota 126,6 €/Mwh, che vuol dire in media 6 volte di più rispetto ai prezzi di giugno 2021 (ma in una giornata si è arrivati a 15 volte in più). E a seguito delle riduzioni delle forniture di Gazprom a Italia e Germania, si attendono nuovi rialzi.

Inoltre, le quotazioni dei crediti di emissione di CO2 sono in salita pressoché continua da marzo 2020. Il nuovo record assoluto è dell’8 febbraio 2022: 96,38 €/ton. Da una media di 25 €/ton del 2019-2020 questa voce di costo si è attestata su quasi 54 €/ton nel 2021, per arrivare in questi primi mesi 2022, in prossimità di 83 €/ton, senza alcun vantaggio in termini di raggiungimento di obiettivi di riduzione.

Nonostante ciò nel 2021 il consumo di carta da riciclare è aumentato di oltre il 16% rispetto al 2020, collocandosi a oltre 6 milioni di tonnellate. Con tale livello di consumo, l’Italia è il secondo utilizzatore di carta da riciclare a livello europeo (era terza nel 2020), dopo la Germania, seguita da Spagna e Francia. Il settore della carta, grazie al sistema consortile e al ruolo delle cartiere nel riciclo finale, ha già raggiunto l’obiettivo di riciclo del’85% al 2030.

Dell’esigenza di perseguire “l’equazione della transizione” si è discusso nel dibattito seguito con la partecipazione di Laura D’Aprile, capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi del MITE, Alessia Rotta, presidente Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, Giorgio Zampetti, direttore di Legambiente, Chicco Testa, presidente di Assoambiente, Giovanni Baroni, vice presidente Confindustria e vice presidente Piccola Industria.

Un’equazione che mal si concilia con una minore efficienza amministrativa italiana (con ragioni tutte da analizzare), che deve “tenere dietro” all’emergenza geo-politica e alle decisioni della bio-politica. Sono due “elementi” che presuppongono di andare sempre più veloci, con l’obiettivo di incassare, anche qui, un doppio dividendo in tema di decarbonizzazione e di indipendenza energetica.

Quali le variabili per “un’equazione della transizione”?

Secondo il settore cartario occorre lavorare almeno su cinque proposte operative, oltre all’estensione del credito d’imposta al terzo trimestre per l’acquisto di gas (inclusa la cogenerazione) e di energia elettrica, misura non prevista nel Dl Bollette approvato mercoledì scorso, ma che deve essere assolutamente considerata, fintanto che ne sussisteranno le condizioni.

Ecco le proposte:

1) l’attuazione della gas release già adottata dal governo italiano dall’art. 16 della Legge n. 34/2022, per cominciare ad estrarre “gas made in Italy” ad un prezzo equo per le imprese;

2) l’attuazione alla Direttiva RED II con il decreto che prevede la promozione dell’uso del biometano nei settori energivori e nelle cogenerazioni industriali: nei prossimi anni la produzione di biometano potrebbe arrivare a 8 miliardi di MKw, di fronte ad un consumo delle industrie energetiche pari a 16-17miliardi di MKw;

3) l’estensione dell’istituto della Comunità Energetica dal civile all’industria, togliendo innanzi tutto il limite di 1 MKw e il vincolo di essere sotto la stessa cabina elettrica;

4) promuovere gli investimenti privati nell’incremento e nella gestione della forestazione che consentano la “cattura” di carbonio, da parte dei soggetti industriali che si impegnino in progetti in tali ambiti e cosi aggiungano nuova potenziale disponibilità di biomassa all’interno del mix energetico;

5) migliorare ancora l’economia circolare con una dichiarazione che attesti che la spedizione e il trattamento dei rifiuti al di fuori dell’Unione avviene in condizioni equivalenti agli obblighi previsti dal diritto ambientale UE.

Infine, ma non meno importante, in linea con la legislazione vigente, tra i contenuti obbligatori del Piano Nazionale Gestione dei Rifiuti e dei Piani Regionali, accanto al recupero di materiale e di energia, l’inclusione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti che ne derivino, quindi anche degli scarti del riciclo della carta.

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