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Tornano di moda pure i CD: dopo i vinili e le musicassette, vendite in aumento anche per loro

Spotify e lo streaming sono il segno dei tempi dell’industria musicale ma c’è uno zoccolo duro (che non è sinonimo di vecchi nostalgici) che ama tuffarsi nel passato tra cd, musicassette e vinili. Una riscoperta che torna alla ribalta anche sui media, perché le correnti di ascolto alternativo viaggiano forte sui social. Ma non solo lì: come rivelano i dati della Recording Industry Association of America, nel 2021 le vendite dei cd negli Stati Uniti hanno registrato un aumento rispetto all’anno precedente. Una svolta storica? No, perché continuiamo a vivere di streaming, però c’è da dire che una risalita del genere non si vedeva dal 2004.

? Not only did vinyl’s resurgence accelerate, but CD sales grew in 2021 as well. This is the first time since 1996 that both CD & vinyl record revenues grew ? in the same year. ? : https://t.co/BFKxdg8m0c #RIAAMusicData pic.twitter.com/JGC31bXMnb

— RIAA (@RIAA) March 9, 2022

I dati riferiti al mercato statunitense (confermati da un report di Mrc Data), delineano un incremento di 46,6 milioni di unità vendute per 584,2 milioni di dollari di ricavi, rispetto ai 31,6 compact-disk acquistati nel 2020, quando le entrate registrate furono più basse di 101 milioni di dollari. Nulla a che vedere con l’epoca d’oro dei dischi ottici, inventati nel 1979 da Philips e DuPont. Negli anni Duemila erano il supporto più utilizzato per la musica e le vendite erano a oltre quota 1 miliardo di unità, salvo poi segnare il passo davanti allo sviluppo tecnologico e l’ingresso sul mercato dei dvd.

La riscoperta dei compact-disk, seppur ristretta alla cerchia di appassionati disposti a spendere, si accompagna ai buoni riscontri di cui gode il vinile, scoperto anche dai giovanissimi, sia artisti con nuove incisioni che ascoltatori. In quest’ultimo caso, scatta la curiosità esercitata da un oggetto analogico e sconosciuto per i nativi digitali.

Poco meno di un anno fa le vendite dei vinili superavano proprio i cd, sia negli Usa, che in Italia, con picchi superiori al 120% rispetto ai dodici mesi precedenti e una quota di mercato maggiore del 10%. Che resta imparagonabile ai ricavi generati dall’ascolto in streaming, circa l’80% dell’intera torta. Tanto per avere un’idea, restando ai dati della RIIA, nel mercato americano i ricavi dello streaming sfiorano i 10,5 miliardi di dollari (8,6 miliardi provenienti dagli abbonamenti, 1,8 miliardi garantita dalla pubblicità).

Al fianco di cd e vinili tornano a crescere pure le vendite delle musicassette, che per Fimi ha segnato un +41% in termini di volumi venduti nel 2021 rispetto all’anno precedente, quando Covid-19 e lockdown hanno dato una mazzata al segmento. Una riscoperta d’interesse che ha convinto un gruppo di musicisti (David Stefano, Max Intorno, Giacomo Coveri e Karim Qqru di Zen Circus) a scommettere sulle musicassette con il lancio di Dirt Tapes, etichetta che assembla e stampa musica su nastro magnetico, da ascoltare su The Tape-Roller, il mangianastri dello stesso gruppo proposto a 39,99 euro.

Fedele alla linea dedicata agli audiofili disposti a saziare la fame di musica di alta qualità, Sony ha recentemente rinnovato la gamma Signature Series dei Walkman digitali, con altri due modelli con tecnologie all’avanguardia, come l’amplificazione digitale S-Master HX e il filtro Vinyl Processor per una resa più morbida delle basse frequenze come sui vinili. Basati su Android 11 e dotati di 128 GB e 256 GB di memoria, i due nuovi walkman arriveranno sul mercato ad aprile a prezzi di 1.400 e 3.700 euro. Cartellini da veri maniaci del suono.

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