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Torino peggio delle banlieue, maxi rissa multietnica tra spacciatori: spunta anche la katana (Video)

Torino, 11 apr — Le periferie di Torino ormai alla stregua delle banlieue parigine, con gli extracomunitari che ingaggiano risse violentissime, al limite della guerriglia urbana, per contendersi il territorio di spaccio. In quartieri dove ormai la parola «Italia» è un ricordo, un eco lontano morto al grido di «accogliamoli tutti».

C’è pure la katana nella maxi rissa tra pusher immigrati

L’ennesimo esempio di integrazione fallita viene dalla zona Aurora, nel capoluogo piemontese, dove sabato pomeriggio una ventina di extracomunitari hanno scatenato un inferno a base di cassonetti rovesciati, lancio di bottiglie, una katana sguainata, spray al peperoncino. Sono stati i residenti della zona vicino al Ponte Mosca, al culmine dell’esasperazione, a segnalare alle forze dell’ordine la maxi rissa.

«È assurdo che stiamo vivendo questa situazione e che non se ne parli. Qui siamo ostaggio di spacciatori. C’era uno con una katana, un altro con il taser. Come si può continuare?», si chiede una residente ai microfoni di Repubblica. «La situazione qui sta degenerando. Siamo a 500 metri dal centro di Torino e nessuno interviene. Credo siano liti tra bande rivali e sono quotidiane». Le forze dell’ordine sono arrivate sul posto alle 19, quando ormai tutti i partecipanti alla rissa si erano dileguati. Spariti, katana compresa. «È da giovedì che la situazione qui si sta facendo calda, ci sono liti tra due o tre persone ogni pomeriggio, ma ieri la lite è proprio degenerata, ho temuto a uscire»

Bande rivali

E se durante i lockdown e le chiusure la situazione sembrava leggermente migliorata, allo scadere delle restrizioni è degenerato tutto. «Oramai è così tutti i giorni — racconta un’altra residente — ieri verso le 18,30 c’era questo gruppo in strada, li ho visti gettare i bidoni a terra e lanciare bottiglie di birra. A volte lo fanno anche per scherzo tra di loro». Ponte Mosca, «tra spacciatori, tossici e falsi negozi di vicinato», è la zona più pericolosa del quartiere «da 4/5 anni», commenta Luca Deri, presidente di Circoscrizione. La soluzione potrebbe essere «Un presidio fisso delle forze dell’ordine, non è sufficiente intervenire quando c’è la rissa ma intervenire tutti i giorni. Ci deve essere un controllo quotidiano di polizia e carabinieri. Ci sono già le telecamere ma non bastano».

Cristina Gauri

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