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Toh, uno statista a Palazzo Chigi

Nel gioco della politica italiana, la figura dello statista era un ricordo. Mario Draghi la fa rivivere

La politica è un gioco di ruolo. Una dinamica con regole stabili. Nel gioco della politica italiana, la figura dello statista era un ricordo. Mario Draghi la fa rivivere. Gli altri aspiranti protagonisti sembrano attoniti. Continuano a considerare il presidente del Consiglio come uno straordinario tecnico venuto in prestito da un altro mondo.

E invece, cari signori, Draghi è la Politica come dovrebbe essere. Interpreta la leadership come andrebbe esercitata. Lo fa anche con una frase forte sulle pretese della Chiesa: «Non siamo uno Stato confessionale, il Parlamento è libero». Concetto semplice: sul ddl Zan non serve aggiungere altro. Draghi, uomo dalle profonde radici cattoliche, non esita a fulminare il Vaticano. Quante altre volte, in Italia, un Capo di governo aveva fatto qualcosa del genere? Quanti altri presidenti del Consiglio hanno avuto il coraggio di dare del dittatore a chi se lo merita, come ha fatto Draghi con Erdogan? Il premier è una certezza. La domanda è se il suo esempio risveglierà un po’ d’orgoglio nella smarrita politica italiana.

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