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The Ocean Race apre il “Genova Process” per far riconoscere dall’Onu i diritti dell’Oceano

Ha preso il via il “Genova Process”, con il primo “Innovation workshop” organizzato da The Ocean Race per il riconoscimento dei diritti dell’Oceano all’assemblea generale delle Nazioni Unite

Genova Process

Da sinistra: Richard Brisius (Presidente The Ocean Race), Marco Bucci (Sindaco di Genova), Todd Mcguire (Managing Director 11th Hour Racing)

Al via il “Genova Process”, una serie di incontri organizzati da The Ocean Race, in collaborazione con il Comune di Genova, per la definizione di una bozza di principi di una potenziale Dichiarazione dei Diritti degli Oceani, che verranno presentati all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York nel settembre 2023.

Il “Genova Process”, che coinvolgerà portatori di interesse di altissimo livello da tutto il pianeta, pone la Superba al centro di un percorso parallelo al giro del mondo a vela in equipaggio, che arriverà per la prima volta in Italia, proprio a Genova, nel 2023.

Ad accogliere i partecipanti al primo workshop, che si è svolto lunedì 28 marzo al Blue District di Genova, è stato il sindaco Marco Bucci. “Il mondo di Ocean Race – ha detto Marco Bucciporta ancora una volta la nostra città al centro dell’interesse internazionale, non solo per lo sport ma anche per i contenuti legati alla tutela dell’ambiente e del mare”.

“E’ per noi – ha aggiunto il primo cittadino – un’occasione straordinaria e motivo di grande orgoglio essere sede degli incontri che porteranno alla definizione dei principi di una potenziale Dichiarazione dei Diritti degli Oceani. In quel documento, che verrà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2023, ci sarà molto di Genova, del nostro amore per il mare e del nostro legame con il pianeta blu: una risorsa fondamentale per la vita e la crescita sostenibile, che abbiamo il diritto e il dovere di tutelare in quanto parte integrante della nostra esistenza“.

Il presidente di The Ocean Race, Richard Brisius, che è molto legato a Genova avendo vissuto in Liguria e partecipato al giro del mondo a vela su barche italiane, ha delineato la genesi del Genova Process e come questa iniziativa si inserisca nel più ampio progetto di sostenibilità “Racing with Purpose” della regata.

Come velista – ha sottolineato Richard Brisius – ho questo legame speciale con l’oceano. Lo sport della vela apprezza il fair play e regole giuste, ma non c’è fair play per l’oceano. Abbiamo bisogno di una governance e di una gestione più nitida, che possiamo creare attraverso una Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Oceano, un set di regole che permetta all’oceano di prosperare. Se succederà, vedremo un cambiamento di paradigma nella protezione dell’oceano“.

Tra i relatori della conferenza c’erano anche Michelle Bender, giurista e direttore delle campagne sull’oceano dell’Earth Law Center, una Ong con sede negli Stati Uniti che lavora per il riconoscimento dei diritti della natura attraverso azioni di lobbying giuridica e di educazione, e Antonio Di Natale, biologo marino con importanti incarichi e relazioni internazionali, che ricopre il ruolo di consulente scientifico per conto del Comune di Genova.

http://www.dailynautica.com/

La conferenza del Genova Process

Esistono già leggi sui diritti della natura – ha spiegato Michelle Bender – che però non partono da quelli che sono gli interessi superiori del mondo ma hanno un punto di vista legato all’uomo e ai suoi bisogni. La natura è una entità legale e deve avere una voce. Come esistono i diritti dei bambini, lo stesso deve accadere per la natura. Avere una Carta dei diritti degli Oceani significa avere più protezione e in questo senso va fatto un cambio etico per trattare il nostro ambiente in modo migliore. Gli oceani sono in grave pericolo. La plastica è solo uno dei problemi, il più visibile. Obiettivo di tutti noi deve essere quello della conservazione e tutela dell’ambiente marino e vogliamo che sia stabilito un diritto e che ci sia quindi una presa di responsabilità a livello globale“.

Come componente del gruppo centrale di esperti degli innovation workshop, Antonio Di Natale ha sottolineato invece l’importanza di una migliore conoscenza dell’oceano per poter attuare efficaci politiche di protezione. “La ricerca scientifica e il patrimonio culturale legato al mare – ha affermato Di Natale – sono alla base del Genova Process, gli elementi fondamentali per conoscere meglio il contesto nel quale ci muoviamo, e dunque per la definizione dei principi dei diritti dell’oceano, che vogliamo presentare ufficialmente ai governi e all’attenzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel settembre 2023, durante gli eventi collegati a The Grand Finale a Genova“.

Ai workshop partecipano 25 esperti di diritto internazionale, politica, diplomazia e scienze oceaniche, alcuni in presenza e altri collegati online dai propri Paesi. Gli incontri del Genova Process raccoglieranno i risultati che emergono dai The Ocean Race Summit, sviluppati in collaborazione con 11th Hour Racing, premier partner di The Ocean Race, a cui prendono parte personaggi chiave del mondo dello sport, dell’industria, della politica e della scienza, insieme ad appassionati sostenitori degli oceani.

In questo primo incontro a Genova sono stati analizzati i risultati del The Ocean Race Summit che si è tenuto lo scorso 21 marzo alle Seychelles con la partecipazione di Wavel Ramkalawan, presidente della Repubblica delle Seychelles, Patricia Scotland, segretario generale del Commonwealth, Mia Amor Mottley, primo ministro delle Barbados e Peter Thomson, inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per l’Oceano.

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