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Tango e qualità, “The Finalissima” è dell’Argentina: sconfitta 3-0 una pessima Italia

Foto di Daniel Hambury / Ansa

L’Argentina si aggiudica “The Finalissima”: Lautaro Martinez, Di Maria e Dybala puniscono una brutta Italia inferiore per qualità e condizione fisica

Dopo Euro 2021 l’Italia ha collezionato 3 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. Basta questo dato a dare la dimensione della condizione in cui si trova la Nazionale dopo il successo della scorsa estate, proprio a Wembley, teatro questa sera della sconfitta contro l’Argentina in “The Finalissima“, la gara che metteva di fronte i vincitori della Copa America e quelli dell’Europeo.  A quasi un anno di distanza gli Azzurri si ritrovano senza Mondiale, senza sicurezze e con una serie di interrogativi che fanno paura: Ciro Immobile continuerà in azzurro? Oggi c’è un attaccante in grado di sostituirlo? Stesse domande per quanto riguarda il futuro di Insigne. Ritiro amaro per Giorgio Chiellini: chi prenderà il suo posto, in termini di leadership, al centro della difesa?

Interrogativi ai quali dovrà rispondere il CT Roberto Mancini partendo da quanto visto oggi. Un netto 3-0 che sta anche stretto all’Albiceleste: diverse parate importanti di Donnarumma, abile anche nel salvare un retropassaggio goffo di Bonucci che stava per trasformarsi in autogol, rendono meno ampio il punteggio. Le reti, ironia della sorta, rischiano di portare tutte una firma ‘italiana’: Lautaro Martinez, bomber dell’Inter, apre le danze su assist di un tarantolato Messin; Angel Di Maria, vicinissimo alla Juventus, raddoppia con uno scavetto; Paulo Dybala, ex Juventus e obiettivo di mercato dell’Inter, chiude i conti nel recupero.

Una partita dominata dall’Argentina apparsa più concentrata, più cattiva sul piano agonistico e atletico, ma soprattutto superiore qualitativamente. A fronte di una difesa rivedibile, ma mai impegnata dall’attacco italiano, dal centrocampo in su è un tango continuo, armonico, qualitativo, a volte anche umiliante. Gli “olè” di Wembley fanno fioccare i cartellini in casa azzurra. L’Italia ne esce con le ossa rotte. Sabato un’altra grande classica: inizia la Nations League, battesimo di fuoco contro una rivale storica come la Germania. Vietato presentarsi nelle stesse condizioni o saranno dolori.


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