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Stop dell’Esa alle missioni con la Russia. E su ExoMars…

I rapporti tra Russia e Europa si incrinano anche nello spazio. Arriva lo “stop” dell’Agenzia spaziale europea alle missioni in collaborazione con Mosca verso la Luna e Marte, rimandate a data da destinarsi. Non tarda la risposta di Mosca, che annuncia l’intenzione di rimuovere i dispositivi europei dalle proprie sonde spaziali. Ora, Thales Alenia Space Italia guiderà lo studio per trovare possibili soluzioni alternative per garantire la prosecuzione della missione ExoMars

Gli effetti della guerra arrivano oltre l’atmosfera. Il Consiglio dell’Agenzia spaziale europea (Esa) ha deciso per il rinvio a data da destinarsi per le missioni ExoMars, Luna-25, -26 e -27 a causa della sospensione delle collaborazioni con la Russia. A seguito dell’invasione di Mosca in Ucraina, il direttore generale dell’Esa ha avviato una revisione completa di tutte le attività attualmente intraprese in cooperazione con Roscosmos. L’obiettivo, si legge nel comunicato rilasciato dall’Agenzia, è di determinare le possibili conseguenze dell’attuale contesto geopolitico per i programmi e le attività dell’Agenzia e creare un’infrastruttura spaziale più resiliente e robusta per l’Europa. “Come per ExoMars, l’aggressione russa contro l’Ucraina e le conseguenti sanzioni messe in atto rappresentano un cambiamento fondamentale delle circostanze e rendono impossibile per l’Esa attuare la prevista cooperazione lunare”, recita la nota Esa.

La reazione di Mosca

Di fronte a tali decisioni, non è tardata ad arrivare la risposta di Mosca. Il direttore dell’agenzia spaziale Roscosmos, Dmitry Rogozin, ha infatti annunciato che verranno rimossi i dispositivi ed equipaggiamenti europei dai veicoli spaziali russi. Non è la prima volta che Rogozin invia le sue invettive contro l’occidente. Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina il capo del programma spaziale russo ha portato avanti un’intensa campagna di propaganda a favore del presidente Putin, contro le decisioni prese dalla Nasa e dalle agenzie spaziali europee. Rogozin, del resto, ha minacciato anche la fine delle collaborazioni spaziali a partire da quella sulla Stazione spaziale internazionale (Iss).

Il blocco di ExoMars

La missione ExoMars avrebbe dovuto raggiungere il Pianeta rosso per condurre le sue ricerche di tracce di vita, grazie alla raccolta e successiva analisi del suolo marziano effettuate con il rover “Rosalind Franklin”. Il lancio era previsto per settembre 2022, ma nonostante tutti gli elementi della missione (il lanciatore, il modulo portante, il modulo di discesa e il rover) avessero superato le revisioni della prontezza al volo, vista la sospensione della cooperazione con Roscosmos, si è deciso di rimandare la missione. Oltre al lanciatore, un razzo russo Proton, sono infatti russi anche il rover e il lander della missione.

Le alternative

A seguito dello stop, tuttavia, lo spazio europeo non si ferma, e il nostro Paese è in prima fila nella ricerca di possibili soluzioni. Thales Alenia Space Italia, infatti, è alla guida di uno studio accelerato per individuare possibili soluzioni alternative agli strumenti russi per garantire la prosecuzione di ExoMars. Per l’Esa, la scienza e la tecnologia per le missioni interrotte “rimangono di vitale importanza”. Per quanto riguarda le missioni lunari, è già stata assicurata una seconda opportunità di volo per “Prospect”, il pacchetto della missione Luna-27 formato dalla trivella lunare e dal mini-laboratorio, a bordo della missione Commercial lunar payload services (Clps) guidata dalla Nasa. Mentre, per la missione Luna-25, “un’opportunità di volo alternativa per testare la telecamera di navigazione dell’Esa nota come Pilot-D è già stata acquistata da un fornitore di servizi commerciali”. Nel frattempo, sono già in fase di definizione altre soluzioni per la tecnologia “Pilot” per l’atterraggio di precisione e la prevenzione dei rischi (pianificata per Luna-27). “Questa capacità è necessaria per le attività europee di esplorazione lunare come lo European large logistic lander (El3), proposto al Consiglio ministeriale”, riporta ancora la nota Esa.

Nuove collaborazioni

Oltre alle soluzioni tecniche, per l’Esa potrebbero aprirsi anche nuove opportunità di collaborazione con le agenzie spaziali internazionali, a partire dalla giapponese Jaxa, e l’indiana Isro, come dimostrato anche dal recente accordo siglato per far volare lo strumento Ems-L dell’ente spaziale europeo con la missione di esplorazione lunare congiunta India-Giappone “Lupex”.

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