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Staglieno, si scaldano gli animi all’assemblea sull’autorimessa Amt, ma Campora rassicura: “Rivedremo il progetto, nessun esproprio è previsto” (Foto e Video)

Si sono scaldati gli animi all’assemblea di questa sera alla società di mutuo soccorso Unione di via Caderiva a Staglieno, convocata su richiesta del comitato di via Vecchia e vie limitrofe, di cui fanno parte i cittadini preoccupati dalle notizie emerse nelle ultime settimane sulla demolizione di alcune palazzine e i conseguenti espropri per una trentina di famiglie per la realizzazione del progetto della nuova autorimessa Amt che sarà costruita nell’ambito del più ampio progetto assi di forza da 471 milioni di euro, che prevede anche l’acquisto di autobus elettrici e la costruzione di un nuovo parcheggio da 700 posti e una rampa di interscambio dedicata alle auto.




Secondo l’amministrazione comunale l’intera opera porterà benefici al quartiere, sia per quanto riguarda lo snodo del traffico, che per quanto riguarda l’emissione delle polveri inquinanti che interessano la zona. Secondo gli abitanti del quartiere, il nuovo manufatto porterà invece ulteriore traffico in una zona già congestionata, con relativo inquinamento acustico e smog. Inoltre le abitazioni della zona, composta principalmente da edifici molto vecchi, rischiano, secondo gli abitanti che si oppongono al progetto, di non riuscire a sopportare le trivellazioni e i lavori di costruzione.

L’assessore Matteo Campora, presente questa sera, più volte aveva ribadito nelle scorse settimane che il progetto può essere rivisto e che gli espropri non sono in realtà previsti. Lo ha ribadito questa sera, sia durante l’assemblea che ai nostri microfoni.Questo è un progetto importante che non è ancora in conferenza dei servizi, e quindi potrà essere modificato in maniera da arrecare il meno peso possibile alle vie circostanti. – ha detto Campora, che sugli espropri ha rassicurato – Non è partito nessun atto di esproprio e nessuno partirà, abbiamo detto a Italferr di ottimizzare il progetto rispetto alle indicazioni avute dal Comune, penso che nel giro di due mesi avremo la progettazione che non andrà a prevedere espropri, saranno previsti indennizzi per coloro che subiranno disagi, come un’indennità di vista, attivando il pris, una procedura ormai consolidata, utilizzata per la Gronda e per il prolungamento della metropolitana in Valpolcevera”.

Non tutti i presenti si sono però sentiti rassicurati dalle parole dell’assessore, che durante la serata è stato incalzato dalle proposte dei consiglieri comunali, municipali e regionali presenti. In particolare a scaldare gli animi ci hanno pensato il presidente del Municipio Media Valbisagno Roberto D’Avolio, che ha chiesto a Campora perché il progetto sia stato tenuto nascosto alla popolazione fino all’ultimo, e perché il Comune non abbia interpellato il municipio e la popolazione nella scelta.

Il consigliere regionale del Partito Democratico Pippo Rossetti ha ricordato a Campora che nonostante le rassicurazioni, il progetto che prevede gli espropri non è stato annullato. I consiglieri comunali Alessandro Terrile (Pd) e Luca Pirondini (M5S) hanno proposto una delibera di giunta, o una mozione da presentare in consiglio comunale con cui il Comune, maggioranza e opposizione si impegna a un passo indietro, annullando così il progetto esistente che prevede gli espropri. “Non vorremmo che l’amministrazione dicesse che non farà espropri fino alle elezioni”, ha detto Terrile.

Campora però ha ribadito a più riprese che il tema degli espropri non è all’ordine del giorno, che il cantiere non partirà prima di un anno e mezzo e che, come avvenuto per il progetto delle Campanule, potrà essere rivisto, espropri compresi.

Al di là degli espropri, i cittadini chiedono però una completa revisione del progetto, come ha spiegato Raffaella Capponi, presidente del comitato che ha richiesto l’incontro: “Il progetto così com’è non lo vogliamo, sarebbe un vero e proprio eco mostro che non tiene conto del luogo in cui verrà messo, delle esigenze della popolazione, è troppo vicino a case vecchie, un cantiere attaccato a queste case che bisogna vedere se reggeranno alle sollecitazioni, si parla di oltre tre anni di lavori, dovranno fare le fondamenta ex novo, quindi trivellazioni e vibrazioni. Il progetto è una mostruosità”.

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