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SHC OSS: nasce la Professione dell’Operatore Socio Sanitario.

Nasce la Professione dell’Operatore Socio Sanitario. Ora il Contratto Nazionale di Lavoro della sanità pubblica deve definire la progressione della professione dando risposte concrete. Parola di SHC OSS, che chiarisce cos’è il ruolo socio-sanitario e cosa cambierà per la categoria.

Egregio Direttore di AssoCareNews.it,

in questi giorni leggiamo di tutto e di più, ognuno fa le sue deduzioni sul ruolo socio sanitario, sull’area socio sanitaria, sulle maggiori competenze, fascia C. Si manifesta contentezza, perplessità, ma anche paura per il cambiamento.

Leggiamo spesso definizioni che svalutano la professione, senza contare le provocazioni dettate forse dalla mancanza d’informazione o analisi.

Vogliamo chiarire: i cambiamenti sono ancora da definire, ma il percorso è ben definito, l’oss dovrà essere compreso nei profili di pertinenza professionale sociosanitario. Non vi saranno competenze, né responsabilità maggiori, perché non si tratta di cambiamenti di competenze, ma l’applicazione di un ruolo e di un profilo mancante; fino quando non sarà rivista la formazione, si rimarrà con gli attuali allegati A – B.

Il “Ruolo SocioSanitario” di cui si sta parlando, e che è divenuto legge, riguarda modifiche riguardante la sanità pubblica, ovvero la suddivisione in ruoli attuata in ogni contratto ma con riferimento appunto a quello pubblico. Pensavamo che bastasse l’area socio sanitaria legge 3/18 per dare un valore alla professione oss. Ci siamo sbagliati e resi conto attraverso i ricorsi al Tar che bisognava revisionare e integrare la modifica del “ruolo tecnico”, in “ruolo area socio sanitaria” così ci siamo prodigati attraverso la politica per modificare l’art 1della 761/79 poiché rilegava la professione nel ruolo tecnico, essendo l’oss, un parente dei cugini OTA – ASA- OSA- ADEST – ADBB ECC). Oggi possiamo dire che è un giorno di gloria e di orgoglio per tutti.

Per i colleghi che operano nel settore privato e terzo settore, la strada definita dal ruolo socio sanitario è un segnale di attenzione forte, in quanto vanno a conquistare un ruolo nettamente diverso da quello previsto dal loro contratto. E su questo faremo il possibile di capillarizzare tutti gli operatori socio sanitari nel ruolo e nell’area socio sanitaria eliminando così oss di serie B e oss di serie A

E’ evidente che questa norma di giusto riconoscimento giuridico riferita ai dipendenti della sanità pubblica, avrà effetti positivi sull’operatore che lavora nella sanità privata, terzo settore e in tutti i comparti privati.

E’ un atto normativo importante dopo anni di lotta abbiamo toccato con mano la realtà di una politica e dei sindacati assenti su questi problemi.

L’entrata nel ruolo socio sanitario appartiene a un disegno che parte dal documento del 2012 “Ministero e Regioni” sottoscritto anche dalla Federazione migep, e si andrà via via a completare per dare quella riforma necessaria all’operatore sociosanitario che lavora nel sistema salute, nel settore privato, cooperative e terzo settore.

Gli aumenti di stipendio non saranno dovuti al passaggio di ruolo, ma ad altri emolumenti che saranno definiti in contrattazione contrattuale. Le fasce C di altri comparti non sono equivalenti a quello della sanità pubblica, perché ognuna ha requisito specifici dettati dai vari contratti collettivi di lavoro. La fascia C, la vediamo come uno scoglio duro, perché fino ad ora non è mai stata considerata, vi si accede con un diploma di qualifica oss; attualmente l’oss non ha i requisiti per accedervi, bisogna cambiare il titolo di qualifica e la formazione. Sapendo che non sarà semplice ottenerla, comunque la sosteniamo e nel frattempo dovremo puntare sulla formazione poiché è il punto cardine per far evolvere e crescere la figura.

Noi crediamo in una professione riconosciuta con formazione omogenea su tutto il territorio Nazionale, unitaria, spendibile all’estero, con competenze e attività proprie, con responsabilità specifiche, non più un operatore di “supporto”, né “mini infermiere”, ma un professionista dell’assistenza di base con uno sguardo al futuro di elevata integrazione sociosanitaria tra i due rami “sociale e sanitario”.

C’è da premettere che per crescere c’è bisogno di evoluzione e formazione nuova. Per crescere verso una fascia economica più alta (C) si deve cambiare la formazione e la tipologia del titolo. Bisogna educare la mente, perché dobbiamo capire quale strada prendere, senza una legge, senza un riconoscimento, l’oss è come una foglia al vento, senza diritti.

Ci viene da sorridere quando leggiamo articoli fatti da organizzazioni sindacali, che fanno notare la parte negativa del mondo lavorativo dell’oss come giustificazione al mancato raggiungimento di rispetto della professione dopo un loro lungo letargo con articoli privi di logica. Dove sono stati per 20 anni?

Pensieri e parole di molti oss, che non fanno il bene della categoria ma strumenti con false speranze; non si può mescolare schemi ormai radicati, dalla paura, dalla sottomissione, da competenze ormai assorbite, da una compiacenza, con l’applicazione del ruolo socio sanitario, sono due meccanismi differenti. L’aspetto più grave soprattutto è l’assenza dei sindacati in tutti questi anni.

Occorre cambiare le regole di lavoro e costruire una dura battaglia sindacale. Shc è pronta nelle numerose difficoltà, specie quelle di carattere economico se i lavoratori ci aiutano mettendo da parte l’orgoglio e la paura dandoci più fiducia in una rappresentatività fatta di operatori socio sanitari.

Resta di fatto che permane una forte discriminazione della professione, occorre sottolineare che l’oss deve riconquistare la sua dignità professionale, deve conquistare fiducia in se stesso, essere parte attiva della contrattazione, deve avere una buona preparazione, raggiungibile con la revisione della formazione.

Ora, inizia un percorso per un traguardo importantissimo, favorire la reale integrazione socio sanitaria per tutta la professione oss. Lo vedremo con il contratto nazionale della sanità pubblica.

Come SHC non siamo in contrattazione perché non abbiamo la maggior rappresentatività come richiesta dalla stessa legge. Ci auguriamo che i colleghi dimostrino fiducia in noi e ci permettano di raggiungere il quorum che la stessa legge richiede.

Aderire a Shc OSS fa la differenza… uniti si vince!

X La Segreteria Nazionale Shc

Angelo Minghetti

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