di Teresa Cioffi

Il chitarrista ha pubblicato tre NFT in cui la melodia resta la stessa, cambia solo l’orario di produzione

Scienza e creatività: un matrimonio possibile? Renato Caruso, una laurea in informatica e un diploma in conservatorio, non lo esclude. Il chitarrista che insegna all’accademia musicale di Ron, ha anche inventato un genere musicale (il Fujabocla, un mix di stili diversi) e nel 2016 ha pubblicato il suo primo album, ARAM. La passione per la musica è sempre stata accompagnata dall’interesse per l’informatica, connubio che per lui non rappresenta una contraddizione. D’altronde Caruso è nato a Crotone, patria della scuola pitagorica, la cui filosofia lo ha affascinato a tal punto che ha intitolato il suo secondo album Pitagora Pensaci tu.

E con i pitagorici condivide l’affinità geografica ma soprattutto l’idea che matematica e musica siano complementari. Il suo ultimo album si intitola Grazie Turing ed è pensato come accompagnamento alla lettura del suo libro # Diesis o Hashtag?. Così come ritiene che numeri e note non siano così distanti, allo stesso modo è convinto che l’informatica possa essere uno strumento capace di valorizzare l’arte: «Un anno fa mi è capitato di sentire parlare di NFT, Non Fungible Token, strumenti…