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Salvini pone le condizioni al Governo: «Abolire il Reddito di cittadinanza»

«Il governo Draghi rischia se non fa le cose». Così il leader della Lega Matteo Salvini, in un’intervista a QN, risponde a una domanda sul futuro dell’esecutivo se il Movimento 5 Stelle dovesse uscire dalla maggioranza. «Non mi interessano le dinamiche degli altri partiti di maggioranza. Il governo va avanti se riesce a soddisfare le aspettative per cui è nato, e certamente non è nato per la droga libera o per dare la cittadinanza facile agli immigrati. Piuttosto, discutiamo su come togliere il Reddito di cittadinanza a chi rifiuta anche un solo lavoro, invece di accanirsi con taxisti, ambulanti e partite Iva», ha affermato Salvini.

Nell’agenda delle priorità, spiega, «ci aspettiamo un supporto specifico per famiglie e imprese con una rinnovata pace fiscale. Rottamazione, stralcio, rateazione: discutiamo insieme lo strumento migliore». Inoltre, «entro fine anno dobbiamo superare la sciagurata legge Fornero con Quota 41, poi avanti tutta con l’equo compenso per i liberi professionisti (promessa mantenuta almeno in commissione), e con l’autonomia regionale, per la quale manca solo il via libera di Draghi».

Quanto alla Lega, conclude, «sto ascoltando il partito a tutti i livelli: non esiste una Lega di governo e una Lega barricadera. Esiste la Lega. Nel partito, dal militante fino ai parlamentari, c’è una crescente insofferenza per i comportamenti della sinistra al governo e per alcuni ritardi dell’esecutivo. Vedremo le risposte su lavoro, pensioni e sicurezza».

«Da domani in avanti voteremo solo e soltanto quello che serve all’Italia e agli italiani, il resto lo lasciamo votare a Pd e M5S» ha poi aggiunto Matteo Salvini, durante un comizio ad Adro, in provincia di Brescia. «Nessuno ci ha detto quando siamo entrati in maggioranza che all’ordine del giorno c’erano droga, immigrazione o ddl Zan – prosegue – Noi mettiamo davanti autonomia, flat tax e pace fiscale». «La decisione su cosa farà la Lega nei prossimi mesi, non la prendo io, ma la prendono i deputati, i senatori e i dirigenti», ha concluso Salvini.

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