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Ricordato l’agente Andrea Campagna, il poliziotto proletario assassinato da Cesare Battisti alla Barona

Cesare Battisti islamisti

Aveva dimostrato, fin da piccolo, la sua passione per la divisa e, quando lo chiamarono per il servizio militare, scelse la rafferma in polizia, Andrea Campagna, caduto a 25 anni vittima del terrorismo nell’adempimento del dovere il 19 aprile 1979 a Milano.

Gli sparò Cesare Battisti. Cinque colpi in sequenza con una Phyton 375 Magnum, soprannominata la “Rolls Royce dei revolver colt“. Una pistola da ricchi.

Morì così quel ragazzo, un proletario, che, nel 1974, a vent’anni, venne destinato alla Questura di Milano, ove fu assegnato alla Digos, venendo impiegato prevalentemente in servizi di scorta e di autista.

Oggi a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, in provincia di Cosenza, hanno ricordato Andrea con una cerimonia semplice ma intensa di fronte alla lapide dove riposano  le sue spoglie.

“La commemorazione di oggi – ricorda la  Questura di Catanzaro – ha reso il doveroso e sentito omaggio ad un poliziotto, partito dalla Calabria giovanissimo, che ha sacrificato la sua vita nell’adempimento del dovere”.

Nato il 18 agosto del 1954 a Sant’Andrea Apostolo dello Jonio, Andrea Campagna credeva profondamente nella divisa che indossava. Amava il suo lavoro. E per il suo lavoro è stato ucciso.

“Mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura dopo aver espletato il turno di servizio – ricorda la motivazione con la quale il 24 settembre 2004 gli è stata conferita la Medaglia d’oro al Merito Civile alla memoria – veniva mortalmente raggiunto da numerosi colpi di arma da fuoco esplosigli contro in un vile agguato, rivendicato poi da un gruppo terroristico. Mirabile esempio di elette virtù civiche ed alto senso del dovere. 19 aprile 1979- Milano”.

Il 13 maggio 2010 gli è stata conferita la Medaglia d’oro quale vittima del terrorismo. Con delibera della Giunta Comunale di Milano del 17 febbraio 2012, gli è stato intitolato il Parco Teramo Barona. Il Comune di Roma ha deliberato l’intitolazione del Parco Meda, nel quartiere Pietralata. Il 22 maggio 2015, presso la Questura di Milano è stata inaugurata dal Questore una sala riunioni, a lui intestata, negli uffici della Digos.

Il suo assassino, Cesare Battisti, il fighetto, spregiudicato, sanguinario assassino dei Pac, i sedicenti Proletari Armati per il Comunismo, ha evitato il carcere per decine di anni, grazie ad una latitanza dorata, protetto dal Brasile di Lula e dalla Francia di Mitterand.

Mio fratello ucciso da Cesare Battisti nel giorno in cui si era comprato l’Alfasud. I veri proletari eravamo noi”, disse amaramente tempo fa, intervistato dal Corriere, Maurizio Campagna, fratello di Andrea.

Andrea Compagna fu ucciso dai Pac perché, in un un servizio del Tg2  si vedono alcuni agenti della Digos, fra cui Andrea Campagna, scortare alcuni sospetti terroristi della Barona, il quartiere popolare di Milano.

“Mi affacciai e vidi correre un ragazzo con la pistola in mano. Mio padre iniziò a rincorrerlo. A un tratto vidi Battisti girarsi e puntargli la pistola contro», ricorda Cecilia, la fidanzata di Andrea Compagna. Che, in quel momento, stava uscendo dalla casa del suocero per accompagnarlo al lavoro nella sua bottega di ciabattino.

Battisti, che aveva già alle spalle l’omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani, uscì fuori dal suo nascondiglio, dietro una Fiat 500. E fece fuoco. Cinque colpi per uccidere quel ragazzo salito dalla Calabria a Milano per raggiungere il papà che lo aveva preceduto per trovare un lavoro.

 

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