retromarcia-apple,-rinviato-il-programma-che-scansiona-le-foto-per-combattere-i-pedofili

Retromarcia Apple, rinviato il programma che scansiona le foto per combattere i pedofili

Apple fa retromarcia e posticipa il programma mirato a scandagliare la gallery fotografica dei possessori di iPhone per scovare e ridurre la diffusione di immagini pedopornografiche.

L’annuncio della novità che sarebbe stata integrata su iOS 15 arrivato nelle scorse settimane è stato seguito da immediate polemiche che si sono levate da più parti e diverse organizzazioni. Per questo la società di Cupertino ha deciso di bloccare il processo e prendere tempo per valutare il da farsi, senza tuttavia rinunciare al progetto iniziale.

“Abbiamo annunciato piani per funzionalità destinate a proteggere i bambini dai malintenzionati che utilizzano gli strumenti di comunicazione per abusarne e con l’obiettivo di limitare la diffusione di materiale pedopornografico”, si legge nella breve nota con cui Apple ha aggiornato la comunicazione originale in lingua inglese che annunciava l’avvio del programma.

Il cambio di marcia non è stato annunciato alla stampa, mentre invece sono proseguite per giorni proprio sui media e sui social network le schermaglie tra i critici e i sostenitori del sistema.

La funzionalità prevede la scansione automatica di ogni singolo scatto che si carica da iPhone e iPad su iCloud, confrontato, tramite sistema di crittografia, con un database di immagini sessualmente esplicite di minori note al National Center for Missing and Exploited Children (NCMEC), che lavora a stretto contatto con la polizia americana.

In tal modo, una fotografia riconosciuta e certificata da un revisore in carne e ossa di Apple farebbe scattare l’immediato blocco dell’immagine e la relativa segnalazione alle autorità.

Sotto accusa è proprio la rassegna di tutte le immagini sul dispositivo, respinta senza concessioni dai sostenitori della privacy, a maggior ragione se a farlo è Apple, che in più occasioni si è fatta portabandiera della tutela e dell’utilizzo dei dati personali. Il primo a storcere la bocca è stato Edward Snowden, per cui la mossa rappresenta un altro passo che “favorisce la sorveglianza di massa”, mentre più specifiche e circoscritte sono state le osservazione di Will Cathcart, a capo di WhatsApp.

Remember all the tweets about @Apple‘s insane #spyPhone proposal? Don’t ever let anyone tell you that there’s nothing you can do when a company announces a plan to screw you.

This is a HUGE victory, but remember: this thing isn’t dead yet. Be ready to fight if it comes back. https://t.co/MMBYwiw1Vi

— Edward Snowden (@Snowden) September 3, 2021

“Sono preoccupato perché invece di cercare di trovare soluzioni che agevolino alle persone la segnalazione di contenuti condivisi da qualcun altro, Apple ha realizzato un programma per scansionare tutte le foto sul telefono, incluse quelle che non sono state condivise con nessuno. Questa non è privacy”, si legge nei tweet del numero uno dell’app di messaggistica, che ha chiarito come WhatsApp non adotterà tale sistema.

I read the information Apple put out yesterday and I’m concerned. I think this is the wrong approach and a setback for people’s privacy all over the world.

People have asked if we’ll adopt this system for WhatsApp. The answer is no.

— Will Cathcart (@wcathcart) August 6, 2021

Un altro fronte aperto dalla scelta di Apple che, al di là del successivo rinvio, era in questa fase pensata e circoscritta al mercato statunitense, riguarda le possibili segnalazioni inviate alle forze dell’ordine in contesti extra americani. A preoccupare è l’eventuale futuro allargamento del programma in paesi guidati da governi poco o per nulla democratici.

Will this system be used in China? What content will they consider illegal there and how will we ever know? How will they manage requests from governments all around the world to add other types of content to the list for scanning?

— Will Cathcart (@wcathcart) August 6, 2021

This is an Apple built and operated surveillance system that could very easily be used to scan private content for anything they or a government decides it wants to control. Countries where iPhones are sold will have different definitions on what is acceptable.

— Will Cathcart (@wcathcart) August 6, 2021

E ancora, un altro interrogativo concerne il potenziale ricorso alla scansione automatica per ricavare informazioni su ambiti diversi dalla lotta alla pedopornografia a protezione dei bambini. Chissà che anche queste domande, per ora senza risposta, possano aver convinto Apple a riflettere per migliorare il software e le relative possibilità d’utilizzo.

Potrebbe interessarti:

Un MacBook Air più performante in arrivo entro la fine dell’anno

Apple Podcast Subscription, come funziona il nuovo servizio per i creator

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *