retrobottega-–-roma

Retrobottega – Roma

Retrobottega
Via della Stelletta, 4 – 00186 Roma
Tel. 06/68136310
Sito Internet: www.retro-bottega.com

Tipologia: ricercata
Prezzi: 2 menù degustazione di 8 portate a 90€
Chiusura: Lunedì

OFFERTA
Una cucina sicuramente fuori dai soliti schemi quella di Retrobottega, un ristorante nel cuore di Roma che nel giro di pochi anni ha saputo imporsi con originalità nel panorama gastronomico cittadino. Materie prime eccellenti che seguono, ca va sans dire, la stagionalità, grande tecnica al servizio degli ingredienti, accostamenti creativi bizzarri ma (quasi) sempre riusciti e un amore spassionato soprattutto per le verdure, le erbe spontanee e le fermentazioni, tant’è che il menù prevede solo due percorsi degustazione entrambi di 8 portate a 90€, di cui uno interamente vegetariano. Ed è proprio quest’ultimo che abbiamo assaggiato per la nostra cena, iniziando con un delizioso carpaccio di pesca con capperi, fiori di sambuco e spolverata di paprika. Una soffice spuma d’uovo avvolgeva minuscoli tocchetti di patate che andavano a farcire la carnosa foglia di bieta dai vividi colori, mentre nei peperoni arrosto il sapore delle noci verdi fermentate ben si sposava con il kefir, l’olio di aglio orsino e il finocchietto selvatico. Consistenze diverse nella zuppa di cipolle, dove il sapore affumicato dell’ortaggio era mitigato dai fiori d’aglio e dalle foglie di senape. Sontuoso e perfettamente al dente il risotto mantecato con burro acido e polvere di cascara (buccia del caffè, che non ha nulla a che vedere con la rinomata bevanda), ma ancora meglio si è rivelato lo spaghetto freddo con sugo di pomodoro, fragole e cipolla brasata, un piatto che nella sua semplicità, racchiude grande conoscenza della materia prima e abilità nel rivisitare la tradizione; la spolverata di parmigiano 36 mesi donava infine quella nota sapida che ben bilanciava la dolcezza del sugo. Interessante il cubo di melanzana che ha acquistato una consistenza quasi “carnosa” ed era accompagnato da una crema dello stesso ortaggio leggermente affumicata, erbe spontanee e burro di arachidi. Chiusura deludente con la Tatin di fragole e zucchine il cui sapore non equilibrato e poco armonico non ci ha convinti affatto e con il caffè decisamente sottoestratto ma di buona complessità. Il pasto si apre con un mix articolato di appetizer tra cui ricordiamo piacevolmente il cannolo fritto con ragù di calamaro, l’ottimo burro acido con polvere di camomilla da mangiare con una sfoglia sottile di pane soffiato e i funghi cardoncelli, che, a nostro avviso, tende ad appesantire il percorso già impegnativo delle 8 portate, non tanto in termini di quantità ma come complessità di sapori che alla lunga possono stancare il palato.

AMBIENTE
Moderno, austero e funzionale. Grandi tavoli sociali dove si condivide l’esperienza di mangiare e di vedere all’opera lo chef e il suo team.

SERVIZIO
Preciso, preparato e puntuale.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2022 – www.lapecoranera.net

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