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Reggio Calabria, famosi per la spazzatura. Lo stupore di una bimba: “mamma fai una foto, mai vista una cosa simile”

Il Movimento per la rinascita del P.C.I e l’Unità dei Comunisti denuncia la situazione spazzatura a Reggio Calabria: una città diventata, tristemente, famosa per i rifiuti

Una città normale. Crediamo che ogni cittadino non chiede alla Amministrazione Comunale la luna ma avere una città “normale”. Normale significa una città che almeno garantisca i servizi essenziali: in primo luogo una città pulita! Già una città pulita. Ed invece, purtroppo, più che un’aspirazione minimale è diventata una aspirazione impossibile da ottenere. Basta guardare le foto allegate (alla gallery). Siamo nella strada che porta alla spiaggia sita sotto l’aeroporto. D’estate è frequentata da parecchi cittadini che si aggiungono ai residenti. Ebbene è mai possibile che per arrivare in spiaggia si debba fare la gincana tra la spazzatura?

Spazzatura che poi con il caldo emana un olezzo nauseabondo. Senza contare gli incendi che si propagano periodicamente sprigionando fumi tossici. Si tratta di foto scattate nell’arco di una settimana ma se ne potrebbero produrre altre decine perché per tutta l’estate i bagnanti hanno assistito a questo “spettacolo”. Si racconta che questa estate una bimba – figlia di migranti, ma per la prima volta a Reggio Calabria – alla vista di un enorme cumulo di spazzatura che bruciava con una lunga scia di fumo si è rivolta alla mamma dicendole: “guarda mamma, fai una foto così la faccio vedere ai miei compagni perché non hanno mai visto uno spettacolo simile”.

Siamo al paradosso. Famosi per i cumuli di spazzatura che sono diventati una cornice lungo le nostre strade.

Purtroppo non raccontiamo nulla di nuovo anzi è da tanto tempo che viviamo sommersi di spazzatura che quasi i cumuli sono diventati “la normalità”! D’altronde le foto sono più espressive di un libro!”. È quanto si legge in un comunicato stampa inviato dall’avvocato Lorenzo Fascì, Movimento per la Rinascita del P.C.I. e l’Unità dei Comunisti.

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