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Ranucci “graziato” dalla Rai. Lunedì tornerà in video alla conduzione di “Report”

Ranucci Rai

Sigfrido Ranucci è stato “graziato” dalla Rai. Lunedì sarà di nuovo in video su Rai 3 nella conduzione di Report.  Eppure c’è un’indagine pendente sul conduttore, un internal audit per approfondire e chiarire le accuse gravi piovute sul giornalista nel febbraio scorso. Ma di questa indagine interna  ad oggi non c’è più traccia, mentre si sa che il conduttore tornerà in servizio permanente effettivo dall’inizio della prossima settimana. Senza che nulla sia stato chiarito sul suo “metodo” giornalistico messo sotto la lente d’ingrandimento da  Vigilanza e Copasir. Libero – che oggi ricostruisce la vicenda -si chiede molto opportunamente “se fosse il caso di mandarlo in onda prima di aver diradato le polemiche e le denunce che l’avvolgono”. Lo stesso ad Fuortes ha dichiarato del resto al Corriere della Sera che “A oggi l’indagine non è ancora completata”.

L’audit interno della Rai su Ranucci perso nelle nebbie

Si fa il parallelo con altre circostanze che stanno riguardando altri  cronisti del servizio pubblico: come il caso di Enrico Varriale, sospeso dalla conduzione di programmi sportivi in attesa di un verdetto sulla pesante accusa di presunta molestia sessuale. La vicenda Ranucci è nota, scoppiata a febbraio. Il conduttore di Report è stato al centro di un’istruttoria inerente i pesanti contenuti degli sms scambiati fra l’onorevole di Forza Italia Andrea Ruggieri membro delle Commissione Vigilanza e lui stesso. Lo scandalo che ha travolto Ranucci – dagli sms intimidatori inviati ai membri della Commissione di Vigilanza Rai Andrea Ruggieri e Davide Faraone; ai video pubblicati dal Riformista relativi a un tentato acquisto di presunto materiale scottante su Tosi – doveva essere approfondito dall’audit. Una questione di trasparenza. Vicende complesse sulle quali verificare i contorni entro i quali su muoveva il metodo Ranucci per le sue inchieste. Del caso si occupò anche il Copasir.

La promozione di Ranucci

Al termine di una burrascosa riunione in Vigilanza Rai, protagonista Daniela Santanché per FdI, il presidente Barachini inviò una lettera al presidente e all’amministratore delegato della Rai. Chiedendo che la bicamerale venisse informata passo dopo passo sulle verifiche da parte dell’azienda. E chiese una nuova audizione ad hoc sul caso. Con particolare attenzione agli aspetti legati alla contabilità del servizio pubblico radiotelevisivo. Lettera alla quale i vertici di Viale Mazzini hanno risposto annunciando la massima disponibilità dell’azienda a fare piena luce sul caso. Nel frattempo, più che fare luce sul caso, a viale Mazzini si sono maggiormente occupati delle nomine ai vertici delle varie testate; tanto che nel Cda del  il 9 febbraio Ranucci ha svuto anche una promozione come vicedirettore ad personam per la direzione approfondimento, guidata da Mario Orfeo.

Il “metodo Report”

Ricordiamo che tra Ranucci e Ruggieri era intercorso uno scambio in chat letto in parte da Ruggieri durante l’audizione dell’8 febbraio scorso sottolineandone l’aspetto “minatorio”;  condito dalla cifra-monstre di 78mila dossier pronti ad essere accesi. «Non c’è stata nessuna minaccia, anzi il contrario», ribatté Ranucci; e parlò di dossier falsi usati come clava dai parlamentari. “E, a quel punto, scoppiò, deflagrante, la polemica” – riassume la vicenda Francesco Specchia-. Fu il quotidiano. Il Riformista diretto da Sansonetti che pubblicò un video sul “metodo Report” che inchiodò il conduttore. L’ad Fuortes, a quel punto,  richiese, appunto, l’internal Audit, ora avvolta nelle nebbie. Nebbie talmente fitte che, nei corridoi di Viale Mazzini cadono dalle nuvole: «ad ora non risulta, per Ranucci, alcun provvedimento disciplinare».

Ranucci, il “caso Report”  può attendere…

Naturalmente a difendere Ranucci sono i membri del Cda Rai di stampo giallorosso che, come si usa fare in queste circostanze, fanno del conduttore il martire “di un’epurazione destrorsa”, viste le inchieste quasi totalmente monodirezionali: (l’ultima inchiesta di Ranucci è stata quella su Berlusconi alla vigilia del Quirinale). Mentre dal centrodestra si fa notare come “Ranucci stia violando qualunque codice etico e deontologico; e che risulti stridente il fatto che «il tribuno della plebe si faccia proteggere proprio dai politici che dice di voler combattere, e intanto continua ad essere pagato con i soldi pubblici», come afferma  Ruggieri. In attesa di chiarire la vicenda, ragioni di opportunità e di sobrietà avrebbero dovuto suggerire a Ranucci di attendere, di “fermarsi un giro”. Ma ai giornalisti di sinistra è consentito ciò che a parti rovescate sarebbe stato giudicato uno scandalo e un attentato alla democrazia…

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