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Questo sito permette di inviare messaggi agli ucraini in fuga dalla guerra

Immaginate di scrivere un messaggio di sostegno per gli ucraini che fuggono dalla guerra e di vederlo proiettato nel centro di Varsavia, nelle stazioni ferroviarie di Budapest e Bratislava e nei principali luoghi di passaggio e accoglienza degli esuli di Kiev e di Mariupol.

È l’iniziativa pensata da Preply, una piattaforma ucraina per l’apprendimento online delle lingue, nata nel 2013 e oggi con insegnanti e studenti da 50 idiomi diversi. Attraverso la sezione dedicata sul suo sito, chiunque può lasciare il suo messaggio di solidarietà, che verrà immediatamente tradotto in ucraino e in inglese e inserito all’interno di una mappa interattiva.

Da inizio marzo, sono oltre 6.500 i messaggi arrivati da 115 Paesi e scritti in 84 lingue diverse. Molti sono stati proiettati su pannelli digitali sparsi nei Paesi confinanti con l’Ucraina, luogo di prima accoglienza dei profughi che fuggono dalla guerra: Polonia, Ungheria, Slovacchia, Romania. Alcuni sono apparsi persino sulla Warsaw Spire Tower, un grattacielo di 220 metri nel centro della capitale polacca.

Un messaggio di solidarietà trasmesso all’ingresso della stazione centrale di Varsavia

“La mole e l’intensità delle lettere ricevute tramite la piattaforma sono commoventi. I nostri fondatori sono in Ucraina e molti colleghi che lavorano nell’ufficio di Kiev sono sfollati: questi messaggi, quindi, hanno per noi un valore ancora più profondo” spiega nel comunicato dell’iniziativa Daniele Saccardi, Campaigns Manager di Preply.

Preply ha poi creato sul proprio sito una guida di 50 parole e frasi ucraine, con testo e pronuncia corretta, utili per comunicare informazioni essenziali con eventuali rifugiati (vocaboli come “letto”, “dottore”, “cibo” e “acqua” sono tutti tradotti). C’è anche uno spazio per informarsi su come donare ai profughi. Per conto proprio, l’azienda donerà i ricavi provenienti dalla Russia alla Banca nazionale ucraina.

“Che si tratti di aiutare un collega ucraino, esortare la propria azienda o il proprio governo a intervenire, fare donazioni o semplicemente condividere la bandiera ucraina sui propri social: tutti possono dare il proprio supporto all’Ucraina” dice Kirill Bigai, uno dei fondatori della piattaforma.

Foto di copertina: un messaggio di solidarietà proiettato alla stazione ferroviaria di Varsavia

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