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Presidente Duma: «Confiscare le aziende dei paesi ostili»

L’esercito russo ha ucciso a Mariupol il doppio delle persone che furono uccise dai nazisti durante la seconda guerra mondiale: lo afferma il sindaco Vadym Boychenko in una nota pubblicata su Telegram dal Consiglio comunale della città ucraina. «Nell’arco di due anni, i nazisti uccisero circa 10mila civili a Mariupol. Gli occupanti russi ne hanno uccisi 20mila in due mesi. Oltre 40mila persone sono state trasferite con la forza», dichiara il sindaco, citato dal Consiglio. «È uno dei peggiori genocidi di una popolazione pacifica della storia moderna», aggiunge.

Il ministero delle Infrastrutture ucraino ha deciso di chiudere i porti marittimi di Berdyansk, Mariupol, Skadovsk e Kherson fino a quando questi territori non saranno liberati dall’occupazione russa. Lo dichiara una nota, rilanciata dalla stampa ucraina. “La decisione è stata presa a causa dell’impossibilità di servire navi e passeggeri, di gestire merci, trasporti e altre attività economiche connesse”, spiega la nota, “inoltre, a causa dell’invasione russa, l’Ucraina non può garantire il livello richiesto di sicurezza marittima e garantire la protezione dell’ambiente”. Il governo ha sottolineato l’impatto negativo della chiusura dei porti sulle esportazioni di grano. Se prima della guerra, l’Ucraina poteva fornire 4 milioni di tonnellate di grano al mese, ora questa cifra è scesa a 600-800 mila tonnellate, ha affermato il vicepresidente del Consiglio agrario ucraino, Denis Marchuk.

Il ministero della Difesa russo annuncia che una scuola e un asilo sono stati colpiti dall’artiglieria ucraina a Kherson.  “Unità delle forze armate ucraine hanno sparato sugli insediamenti di Kiselevka e Shirokaya Balka nella regione di Kherson” si legge in una nota, “i nazionalisti ucraini hanno sparato contro obiettivi puramente civili: una scuola e un asilo del paese sono stati oggetto di colpi di artiglieria”. Secondo Mosca sarebbe stato bombardato anche un cimitero alla periferia dell’insediamento di Shirokaya Balka. A seguito dei bombardamenti, “ci sono feriti e morti tra i civili”. “Gravi danni sono stati causati agli edifici della scuola, dell’asilo e delle case private” e “i residenti di questi villaggi sono senza elettricità”.

E da oggi la città ucraina di Kherson inizia a utilizzare il rublo russo, con quattro mesi previsti di transizione dalla grivnia. Lo ha riferito il ministero della Difesa britannico, descrivendo la decisione come «indicativa dell’intenzione russa di esercitare una forte influenza politica ed economica su Kherson a lungo termine». Ha aggiunto: «Il controllo duraturo su Kherson e sui suoi collegamenti di trasporto aumenterà la capacità della Russia di sostenere la sua avanzata verso nord e ovest e migliorerà la sicurezza del controllo russo sulla Crimea». Kherson si trova a circa 450 chilometri a sudest della capitale ucraina Kiev ed è controllata dalla Russia dall’inizio di marzo.

Mentre il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin sostiene che sia «corretto» rispondere alla legge approvata dalla Camera dei Rappresentanti Usa, che consente il trasferimento all’ Ucraina dei beni sequestrati alle imprese russe, con la confisca e la vendita delle attività sul territorio russo delle aziende provenienti da «Paesi non amici» come le nazioni baltiche, la Polonia e gli stessi Stati Uniti. «La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una legge che consente il trasferimento in Ucraina di beni congelati di società e cittadini russi. Si è creato un pericoloso precedente, che dovrebbe avere un effetto boomerang negli stessi States», scrive Volodin sul suo canale Telegram, «questa decisione non influirà sull’economia del nostro paese. Yacht, ville e altre proprietà sequestrate di cittadini facoltosi non hanno comunque contribuito al suo sviluppo». «Anche le riserve russe di oro e valuta estera per un valore di circa 300 miliardi di dollari sono state congelate. Torneranno, non andranno da nessuna parte. Questi sono fondi statali», prosegue il presidente della Camera bassa russa, «la Banca Centrale, in risposta, ha vietato agli investitori stranieri di prelevare fondi dal nostro sistema finanziario. Secondo alcune stime si parla di oltre 500 miliardi di dollari. Abbiamo qualcosa a cui rispondere». «Oggi gli imprenditori russi stanno acquistando società straniere che operano in Russia, acquistando le azioni di partner che vogliono lasciare il nostro mercato. Agendo in modo civile. In base una legge nel diritto internazionale», scrive ancora Volodin, «cosa che non si può dire di un certo numero di paesi ostili: Lituania, Lettonia, Polonia e persino gli Stati Uniti, che sono semplicemente coinvolti in un furto». «A questo proposito, è corretto, in relazione a un’impresa situata nel territorio della Federazione Russa i cui proprietari provengono da paesi ostili in cui vengono prese simili decisioni, rispondere con misure speculari: confiscare questi beni», conclude il presidente della Duma, «e il ricavato della vendita sarà destinato allo sviluppo del nostro Paese».

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