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Pixel, la coltellata di Google ai partner nel momento più difficile

di  – 06/10/2022 16:450

Pixel, la coltellata di Google ai partner nel momento più difficile

Prezzo giusto, nessun sacrificio, tante funzioni hardware e software e la garanzia degli aggiornamenti. Con l’uscita dei nuovi Pixel chi compra più i top di gamma Android dei partner di Google.

Mai nome fu più azzeccato, Pixel. Se si brucia un singolo pixel di un televisore, difficilmente una persona si accorge della cosa. Se i pixel iniziano a diventare troppi il fastidio aumenta, e lo sguardo si concentra sempre e solo su quelle macchine nere.

Negli scorsi anni i Pixel non davano fastidio: vendite così così, qualche problema di troppo (bug) per una azienda come Google ma soprattutto una distribuzione limitata e quasi studiata a tavolino per non essere troppo d’intralcio a quelle aziende che, usando Google, erano più partner che competitor.

Insomma, buoni telefoni ma non certo i telefoni che potevano andare a disturbare quel meraviglioso valzer di smartphone top di gamma a cui abbiamo assistito ai tempi dei Huawei P e Mate, dei OnePlus 8 e 9, dei Galaxy S20 e Note 20, dei Find X2 Pro e degli Xiaomi Mi 10 per citarne alcuni. Telefoni che, chi per un aspetto chi per l’altro, hanno segnato il mercato, cercando anche di differenziarsi con idee anche innovative come gli obiettivi periscopici, gli schermi HDR, le ricariche super veloci.

Poi è arrivata la crisi, una crisi globale che ha impattato il segmento delle materie prime, dei processori, e ha portato l’euro ad essere più debole del dollaro. Molti produttori hanno dovuto loro malgrado adeguarsi, e adeguarsi vuol dire cercare di risparmiare il più possibile per poter tenere un prezzo di vendita competitivo, garantendo il giusto margine al rivenditore e all’operatore, unico modo per riuscire a vendere un telefono costoso.

OnePlus, scocca in plastica, ultrawide da 8 megapixel e macro da 2 megapixel a 700 euro

In questi ultimi mesi sono ritornate le scocche in plastica su telefoni da 800 euro, mentre la ricarica wireless, l’essere waterproof e la possibilità di usare le eSIM sono rimaste funzioni “rare” e poco diffuse. Gli obiettivi ultra wide hanno perso megapixel e qualità, e come se non bastasse per riempire i buchi e tenere alto virtualmente il numero di fotocamere spazio alle macro da 2 megapixel, ai sensori di profondità e ai flash mascherati da fotocamere. Ottiche tele via, troppo costose.

Telefoni al risparmio, dove per mantenere un buon design si è dovuto sacrificare quella che è l’anima, restituendo splendore ad una Mediatek che negli ultimi anni era diventata la soluzione per i prodotti a basso costo.

La mazzata finale è arrivata con il cambio euro dollaro: telefoni che nel planning originario dovevano costare 599 euro sono stati venduti a 799 euro, aggiungendo in pieno stile “Baffo da Crema” ricchi premi e cotillon, cuffiette, smartband, friggitrici e altro ancora. Basta guardare cosa offre oggi il mercato degli smartphone per rendersi conto che i modelli davvero top di gamma, quelli sui quali non si è attuata alcuna politica di saving, vengono venduti ad un prezzo ben al di sopra dei 1000 euro, fascia sempre pericolosa perché vede la diretta competizione di Apple.

In un mercato piatto, a tinta unita, i pixel si vedono, e iniziano a dare un incredibile fastidio.

Google ha scelto di lanciare i suoi modelli di punta allo stesso prezzo della gamma precedente, come se il cambio, la crisi, le tasse non siano un problema per una azienda che guadagna soldi anche quando un telefono con Android e i servizi Google viene venduto da altri.

Lo ha fatto lanciando dei telefoni che non solo sono superiori sulla carta a quasi tutti i modelli in vendita oggi, si salvano solo una manciata di modelli, ma dedicando a questi modelli una serie di attenzioni che solo lei può dare, sfruttando il fatto che Android è suo e lo può plasmare come meglio crede.

L’HDR è perfettamente integrato nella pipeline di Android, la parte di sicurezza può contare sulla coppia volto – dito e sull’appoggio alla VPN di Google, vantaggio questo non da poco. Per non parlare poi della parte fotografica, da sempre ai massimi livelli e ora rinforzata con una serie di funzionalità AI che non hanno eguali.

Per un produttore di smartphone Android oggi è impossibile competere con Google a questi prezzi e con prodotti dalle stesse caratteristiche: può farlo solo se perde soldi, e vende in perdita. Google non ha bisogno neppure degli operatori: basta che preme un bottone per far apparire il banner su google.it spiegando a tutti coloro che usano il suo motore di ricerca, o Chrome, che il suo telefono è quello più bello, più sicuro e più aggiornato. Cosa probabilmente vera.

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