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Pipero
Corso Vittorio Emanuele II, 250 – 00186 Roma
Tel. 06/68139022
Sito Internet: www.piperoroma.it

Tipologia: ricercata
Prezzi: antipasti 32/36€, primi 32€, secondi 45€, dolci 20/25€, degustazione 130€
Chiusura: Domenica; Sabato e Lunedì a pranzo

OFFERTA
Che sia una delle insegne più prestigiose della Capitale oramai è fatto assodato, ma quest’anno l’asticella per Pipero tende ulteriormente verso l’alto. Chi lo frequenta sa che suonando il campanello d’orato sull’uscio del locale si lascerà alle spalle tutto ciò che di turistico si trova nei dintorni, per immergersi in un’esperienza raffinata ed emozionante, ma non vincolata da un fare gessato, tipico dei ristoranti di questo calibro. Una convivenza oramai appurata quella del carismatico patron Alessandro e del giovane chef Ciro Scamardella, che da anni orchestra magistralmente fuochi e padelle. Il menù degustazione da 130€ di 7 portate funge da identikit del suo bagaglio culturale, in cui la veracità partenopea sgomita tra qualche caposaldo della cucina romana, con denominatore comune una tecnica considerevole, evincibile già dall’ottimo benvenuto composto da un paninetto al vapore ripieno di coda alla vaccinara, da una rivisitazione di bruschetta al pomodoro, e da simpatiche sfoglie a forma di maialino ripiene di crema al ciauscolo, come preludio ad un esplosivo amuse-bouche a base di scarola, burrata ed alici. Il nostro viaggio tra i sapori meridionali e non, prosegue con una moderna impepata di succosissime cozze, con spuma di pepe, cagliata di limone e acqua di cozze gelificata, seguita dalla zolla di manzo cruda dal retrogusto affumicato con mandorle e acetosa, e dallo scrigno di funghi champignon, foie gras e mirtilli, tre antipasti dai giusti sorprendenti. Si viaggia sulla stessa lunghezza d’onda per i due primi proposti: l’impeccabile risotto burro e alici in tre consistenze, indubbiamente uno dei piatti migliori della degustazione, ed il bottone ripieno di polpo alla genovese, dalla pasta sottile ed un gusto deciso, in cui lo chef gioca con i sapori di casa portandoli ad un next level. Squisito anche il secondo a base di manzo, cavolini di Bruxelles e ginepro serviti con salsa bernese ed un rinfrescante gel di gin. Da sottolineare il fatto che spesso è il capocuoco in persona a presentare le sue creazioni e ad offrire delucidazioni in merito alle preparazioni, lasciando trapelare una forte passione e personalità. La parte dolce del nostro itinerario gastronomico non è però da meno, dalla freschissima granita di arancia rossa e zabaione che prepara il palato al dessert protagonista, composto da una spuma alla mandorla, lychee e bocciolo di rosa cristallizzato. A conclusione della nostra esperienza una ben eseguita piccola pasticceria ed un caffè correttamente estratto dall’aroma piacevole.

AMBIENTE
Il ristorante estremamente elegante e raffinato si compone di più spazi, dal simposiaco salottino all’ingresso che dà sulla sala principale, alla più riservata saletta al piano superiore. Il personale mette inoltre a disposizione per clienti che desiderano ulteriore intimità la cantina al piano inferiore, per gustare il percorso nell’accogliente oasi enologica del locale, curato nei minimi dettagli, dai tavoli, ai piatti da portata, con particolare attenzione alla mise en place.

SERVIZIO
Alla regia di una sala dinamica e di classe Alessandro Pipero e Achille Sardiello che, affiatatissimi, si destreggiano abilmente in un servizio piacevole ed accomodante, che corona perfettamente l’offerta culinaria in tempistiche ottimali. Il proprietario è indubbiamente uno dei punti di forza del locale e, con modi simpatici ma discreti, rende l’ambiente estremamente familiare e conviviale.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2022 – www.lapecoranera.net

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