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Per il giapponese medio le Olimpiadi sono tutti i giorni

Affrontare la vita di tutti i giorni non è semplice; a maggior ragione se vivi a Tokyo, c’è il Covid, la città è in stato di emergenza e stanno per cominciare le Olimpiadi 2021 (che i giapponesi avrebbero preferito rimandare).

A raccontare le difficoltà vissute dal cittadino medio è l’illustratore Adrian Hogan che per l’inizio dei Giochi ha pubblicato sul suo profilo Instagram un diario visivo di quanto accade in città.

Il risultato è una raccolta di tavole accattivanti: i cittadini che affrontano la città caotica – disegnati da una matita colma di talento, ironia e intelligenza – diventano atleti, in corsa fra i mille ostacoli di una metropoli stravolta dalla pandemia.

Le pubblicazioni sono cominciate il 14 maggio 2021, esattamente 70 giorni prima dell’inizio delle Olimpiadi. “È una situazione difficile, e vorrei raccontarla”, ha scritto Hogan nel primo post. “Tokyo è nel pieno dell’emergenza e i sondaggi suggeriscono che i Giochi sono impopolari. Non poteva essere diversamente, del resto: ci sono forti ritardi nelle vaccinazioni i casi di Coronavirus sono in aumento”.

Il primo schizzo del diario è un disegno dell’Orologio del Giudizio Universale davanti alla stazione di Tokyo. Una scena tranquilla in cui turisti, lavoratori e famiglie si fermano per scattare una foto con la scultura; in tanta calma, però, l’autore assiste a una scena in cui le guardie scacciano via i fattorini di Uber Eats.

È la miccia che fa partire i paragoni fra cittadini e atleti: come i rider, anche gli altri locali si trovano a dover far fronte a difficoltà inaspettate e spesso paradossali che i Giochi di quest’anno non riconoscono. C’è sempre un’olimpiade in corso per l’uomo che corre per entrare in metro mentre le porte automatiche si chiudono (salto in lungo); per il commesso che dispiega le serrande di un negozio (sollevamento pesi); per chi lavora con le barriere di plastica che negli uffici dividono il personale dagli utenti (pallavolo).

In altre tavole i cittadini che vogliono bere un po’ di alcool – comprato nei supermercati, dato che bar e ristoranti non possono attualmente venderlo – si passano le bottiglie come se partecipassero a una staffetta, mentre i posti vuoti dei treni si trasformano in palestre per la ginnastica mattutina degli atleti.

Nel suo diario Hogan non dimentica di rappresentare l’impopolarità dei Giochi. In una delle prime tavole si ritrae mentre cerca su Google la parola Olimpiadi, e come primo risultato appare la frase “fermate le Olimpiadi“.

L’ultima tavola della serie pre-Olimpiadi è stata pubblicata il 23 luglio: “Sembra di essere in un film o in un anime giapponese pieno di mostri”, ha concluso l’artista, “perché non importa quanta insoddisfazione serpeggi fra i cittadini o quante polemiche ci siano. Pare che nessuno possa fermare i Giochi. Incrociamo le dita”. Intanto, sono iniziati.

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