partite-iva,-dopo-braccio-di-ferro-sostegni-bis-salva-anno-bianco-per-gli-autonomi

Partite Iva, dopo braccio di ferro Sostegni bis salva anno bianco per gli autonomi

Il nodo-Durc, legato alla concessione dell’esonero contributivo per per le Partite Iva colpite dal Covid nel 2020 è stato uno dei punti al centro del confronto tra Governo e maggioranza sul Sostegni bis, la cui approvazione definitiva deve avvenire entro il 24 luglio. E, in seguito all’intesa raggiunta, la norma sulla verifica della regolarità contributiva, inizialmente stralciata, torna riformulata dai relatori. “La regolarità contributiva – recita il testo dell’emendamento approvato – è verificata d’ufficio dagli enti concedenti a far data dal 1 novembre 2021. Fermo restando che la regolarità contributiva è assicurata anche dai versamenti effettuati entro il 31 ottobre 2021”.

La riformulazione consente ai beneficiari dell’esonero contributivo per il 2021 di poterne beneficiare per le prime due rate in scadenza al 16 agosto prossimo, anche in assenza del Documento unico di regolarità contributiva (Durc) 2020. La relativa verifica viene così posticipata al primo novembre 2021. Si è, in questo modo, scongiurato lo stralcio dell’anno bianco (sebbene l’esenzione non sia integrale) per gli autonomi che Movimento cinque stelle e Leu avevano definito “inaccettabile”. “È fondamentale – sottolineano in una nota i portavoce del M5S in Commissione Bilancio alla Camera – dare respiro a partite Iva, autonomi, piccoli imprenditori che hanno subito i danni economici maggiori da questa pandemia”.

Non ancora soddisfatto Stefano Fassina, deputato di LeU, firmatario della prima versione dell’emendamento al Sostegni bis sull’anno bianco degli autonomi, che si è astenuto in commissione Bilancio alla Camera sulla riformulazione che traduce la mediazione sulla proposta. “Lo stralcio era inaccettabile. Nella sessione di bilancio torneremo all’attacco per garantire – assicura Fassina – il pieno utilizzo dell’anno bianco contributivo. Per chi ne ha diritto”.

La novità potrebbe sbloccare definitivamente l’iter della misura di sostegno di 2,5 miliardi di euro, approvata a dicembre scorso e non ancora operativa perché manca il decreto attuativo. L’entrata in vigore di tale misura era, inoltre, ostacolata dalla condizione di regolarità contributiva che – come ha spiegato Fassina – “chi ha perso oltre un terzo di fatturato nel 2020, in moltissimi casi, non può avere”.

Nel dettaglio l’esenzione prevista dai commi da 20 a 22 bis dalla legge 178/2020 istituisce il Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle casse private. Tra i requisiti per ottenere l’agevolazione figurano un reddito 2019 non superiore a 50mila euro e un calo del fatturato o dei corrispettivi 2020 pari ad almeno il 33% rispetto al 2019. La scadenza del primo novembre consente di applicare l’esonero anche a coloro che non sono al momento in regola con i contributi, ma ritengono di poter sanare la propria posizione entro tale data.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *