Vladimir Putin “ha cambiato le regole del gioco” nella guerra in Ucraina, “e lo ha fatto drasticamente. Non aveva mai attaccato pubblicamente i suoi uomini, gli uomini dei servizi”. In una intervista a La Repubblica, Andrej Soldatov, esperto dei servizi d’intelligence russi che insieme a Irina Borogan ha fondato il sito web Agentura.ru (bloccato una settimana fa dalla censura moscovita) spiega che questa “operazione” è diversa dalle altre anche “perché è iniziata con un attacco contro l’intelligence. Alla riunione del Consiglio di sicurezza, Putin ha umiliato pubblicamente il direttore dell’intelligence estera, Svr, Serghej Naryshkin. Due settimane e mezzo dopo, abbiamo saputo di purghe all’interno del dipartimento estero dell’Fsb, un dipartimento cruciale perché è responsabile delle operazioni nell’ex Urss e in Ucraina. Due alti dirigenti sono stati interrogati e messi agli arresti. Dovevano insediare politici filo-Cremlino e hanno fallito”.  

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Soldatov aggiunge che in questo momento il presidente russo “è contrariato, persino arrabbiato, con i protagonisti dell’operazione in Ucraina, e la Guardia nazionale è tra questi. Non è contento…