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Mosca protesta: gli elicotteri russi dati a Kiev erano destinati all’Afghanistan

Fa indispettire Mosca l’ultima mossa di Biden nella crisi Russia-Ucraina: l’inquilino della Casa Bianca ha dato disposizioni di inviare in Ucraina gli elicotteri di fabbricazione russa e sovietica comprati in Russia dal Pentagono nel 2011 per usarli in Afghanistan.

La mossa di Biden, che ha un valore più simbolico che concreto e sostanziale, suscita la protesta di Mosca. Che protesta perché il contratto stipulato prevedeva, all’epoca, una clausola violata ora dal presidente americano: “gli elicotteri dovevano essere trasferiti alle forze afghane e non potevano essere riesportati in nessun paese terzo“.

Cosi spiega, in un comunicato, il Servizio federale russo per la cooperazione tecnica e militare, diffuso dall’agenzia Interfax.

Il prossimo trasferimento in Ucraina di 11 elicotteri Mi-17 era stato rivelato la settimana scorsa dal Washington Post.

Si tratta di mezzi per il trasporto truppe che possono essere armati con razzi e artiglieria.

Lo scorso agosto, quando i talebani hanno preso il controllo dell’Afghanistan, gli elicotteri si trovavano fuori dal paese per la manutenzione.

Dato che i talebani si sono appropriati di diversi mezzi militari Usa, il Pentagono ha deciso di tenersi gli Mi-17, che comunque erano stati pagati dai contribuenti americani. E ora li ha girati a Kiev.

Per una curiosa coincidenza della storia, al momento dell’invasione russa del 24 febbraio scorso, cinque di questi elicotteri erano in manutenzione proprio in Ucraina, dove i tecnici conoscono bene questi mezzi.

Questi cinque sono stati già trasferiti alle forze di Kiev, gli altri 11 dovevano essere mandati dagli Stati Uniti.

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