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“Mio figlio attaccato alle macchine, le bollette sono troppo alte: può morire”. Il dramma di una madre




Roma, 6 ott — Un ragazzo disabile, di quasi diciott’anni, tenuto in vita dalle macchine, una madre disperata perché non sa più come pagare le bollette rese astronomiche dai rincari: e senza gas e corrente il figlio potrebbe non farcela. E’ la tragedia disumana di B.B., residente in Abruzzo, raccontata sulle pagine del Mattino. 

Attaccato alle macchine, ma le bollette sono astronomiche 

Tutto è cominciato con una bolletta del gas da 2.800 euro. Una somma che la donna non possiede, e che fa sapere, non sarà disposta a pagare, per la prima volta in vita sua. Tra venti giorni, se qualcuno non interviene, le staccheranno il gas. Per il figlio, affetto da gravi danno cerebrali sorti in seguito a due arresti cardiaci, potrebbe iniziare un altro calvario: quello del freddo. Che potrebbe essergli fatale, perché lui, completamente immobile nel suo letto, ha bisogno di calore costante. E di energia elettrica per il funzionamento delle macchine salvavita. «Per quanto riguarda l’energia — spiega la mamma — abbiamo avuto uno sgravio proprio per le macchine che, però è stato annullato dagli aumenti. Per il gas, invece, niente».

Il dramma di una madre

Tra le mille difficoltà di ricoveri, una miriade di test non riconosciuti dal sistema sanitario nazionale e, quindi a pagamento, trasferte in altre Regioni, ora anche questa incognita. «Già da una settimana devo accendere il condizionatore nella stanza di mio figlio perché è immobile e soffre già il freddo. In inverno la temperatura deve essere tra i 22 e i 24 gradi. La notte l’abbasso e devo compensare nella sua stanza con il condizionatore. Ho provato con il 110% per l’abbattimento delle barriere architettoniche e solare termico ma non è andato in porto», spiega. «Da tempo sto provando per non perdere il 75 per cento per l’adeguamento delle barriere architettoniche ma non so se riuscirò sia per la spesa che per le tempistiche. Come farò? Sono monoreddito e con un mutuo sulle spalle». 

Cristina Gauri

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