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Mine nascoste, sos ai cittadini: trappole ovunque, non rientrate a casa. Zelensky: pure nei corpi delle vittime…

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Mine ovunque. Nella polveriera ucraina, tra civili uccisi e bambini rapiti e deportati in Russia, esplode anche il pericolo degli attentati dinamitardi dislocati dappertutto. E che hanno cominciato a mietere morte. Diffondere sangue. Seminare distruzione. Il presidente Zelensky lo aveva denunciato già nei scorsi. Quando, in un video diffuso notte tempo, parlando di «decine. Se non centinaia di migliaia di munizioni pericolose lasciate dai russi nella loro ritirata dal nord del Paese», il leader ucraino ha allertato la popolazione segnalando: «Gli occupanti hanno lasciato mine dappertutto. Nelle case che hanno confiscato. Nelle strade. Anche nei campi. Hanno minato le proprietà della gente. Le auto, le porte». Tra i divani e i letti. Aggiungendo finanche un macabro dettaglio: «Ci sono perfino cadaveri trasformati in armi letali. Con gli ordigni nascosti, pronti ad esplodere».

Allarme mine disseminate e mimetizzate dai russi

Un allarme che Kiev ha rilanciato anche nei giorni scorsi. E nelle ultime ore. Con la denuncia del ministero dell’Interno che dalla capitale continua a diffondere video che documenterebbero la presenza di mine pronte a esplodere in abitazioni. Giardini. Edifici. Una delle ultime clip, in particolare, fa riferimento ad una mina collocata in una lavatrice in una casa. Nelle borse della spesa. Sotto i mobili. Pertanto, i militari ucraini continuano a diffidare i cittadini che pensano di rientrare nelle proprie case (o in quel che ne è rimasto). E a dispensare loro consigli su come procedere comunque. Così, il Ministero dell’Interno ha diffuso un vademecum di comportamenti da seguire in questi casi. «Bisogna fare attenzione a non viaggiare in aree non controllate dagli specialisti. A non utilizzare strade e sentieri in zone occupate in precedenza dai russi. Ed è necessario anche tenere d’occhio i bambini».

Nascoste nelle lavatrici, nelle borse della spesa, sotto i mobili…

Già, i bambini… Possibili vittime di bombe inesplose e mimetizzate, avvertono dal Ministero ucraino. Ordigni che «possono sembrare un giocattolo. Un telefono cellulare. Una penna a sfera: qualsiasi oggetto può essere riempito di esplosivo». E infatti, purtroppo, cinque bambini sono rimasti uccisi da mine e trappole esplosive lasciate dai russi nella città di Trostianets, nella regione di Sumy. Lo ha reso noto il sindaco, Yurii Bova, secondo quanto riporta Ukrinform. Aggiungendo che «ci sono anche feriti e diversi di questi ordigni sono stati trovati finora». Le mine e le trappole esplosive sono state rinvenute soprattutto nei pressi di posti dove i russi avevano messo checkpoint ed i loro blindati.

Mine mimetizzate, il servizio per le emergenze nazionali sconsiglia di tornare in casa

Per questo, il servizio per le emergenze nazionali di Kiev sconsiglia alle persone – attraverso il proprio canale Telegram – di tornare nelle loro case a causa dei tanti ordigni esplosivi camuffati. A corredo dell’avvertimento vengono postate anche alcune foto dove le bombe a mano sono in uno scaffale, all’interno di una borsa. Il raggio d’azione di una di queste mine antifanteria, avvertono dal Dsns, è di 90 metri. Perché come ha denunciato Human Rights Watch, la Russia, per esempio a Kharkiv, ha utilizzato «mine antiuomo vietate». Sono le POM-3, note anche come Medallion. Hanno un sensore che individua la persona che si sta avvicinando e determina l’esplosione. Con una carica esplosiva che può causare morte o ferite in un raggio di sedici metri…

 

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